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Peter Gabriel

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Peter Gabriel
Peter Gabriel nel 2011
NazionalitàRegno Unito (bandiera) Regno Unito
GenereArt rock[1][2][3][4]
World music[1][5][6]
Rock progressivo
Periodo di attività musicale1967  in attività
Strumentovoce, pianoforte, oboe, flauto, tastiere, fisarmonica, percussioni, sintetizzatore
EtichettaCharisma Records, Real World Records, Virgin Records
Album pubblicati19
Studio13
Live4
Raccolte3
Sito ufficiale

Peter Brian Gabriel (Chobham, 13 febbraio 1950) è un cantante, compositore e produttore discografico britannico.

​Dopo aver raggiunto il successo come cantante, flautista e percussionista del gruppo rock progressivo Genesis, ha avviato un'affermata carriera da solista caratterizzata dalla sperimentazione di diversi stili musicali.[7] Dalla seconda metà degli anni ottanta si è dedicato alla diffusione della world music tramite la propria casa discografica, la Real World, oltre a distinguersi per l'uso di tecniche di registrazione innovative e la ricerca di nuovi sistemi per la distribuzione della musica su Internet. È inoltre riconosciuto per il suo continuo impegno in campo umanitario.

Infanzia e prima formazione

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Peter Gabriel nacque a Woking, una località della contea del Surrey, in Inghilterra. e crebbe nella fattoria di famiglia. Il padre, Ralph Parton Gabriel, era un ingegnere elettrotecnico e inventore, mentre la madre, Edith Irene Allen, proveniva da una famiglia di musicisti e lo avviò allo studio del pianoforte in giovane età. All'età di undici anni sviluppò un forte interesse per la batteria dopo aver assistito all'esibizione di un gruppo musicale durante una vacanza in Spagna; da autodidatta ampliò le proprie competenze musicali imparando a suonare il flauto e affinando la scrittura dei primi brani.[8]

Nel 1963 entrò alla Charterhouse Public School di Godalming. Iniziò a suonare come batterista in diverse formazioni studentesche, per poi passare al ruolo di cantante solista, influenzato in particolare dalla musica soul americana di artisti come Otis Redding. Successivamente fondò con i compagni di scuola Tony Banks, Anthony Phillips e Mike Rutherford i Garden Wall, gruppo attivo nelle feste scolastiche e locali. In questo periodo conobbe Jill Moore, figlia di Lord Moore di Wolvercote, che avrebbe poi sposato nel 1971. Dal matrimonio nascono due figlie, Anna-Marie nel 1974 e Melanie nel 1976.[8]

Con i Genesis

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Peter Gabriel canta "Watcher of the skies" con i Genesis a Massey Hall (Toronto, ottobre 1974)

Durante quegli anni il gruppo entrò in contatto con l'ex studente e produttore Jonathan King, che nel 1965 aveva ottenuto un successo commerciale con il singolo Everyone's Gone to the Moon. Dopo aver ascoltato un nastro dimostrativo registrato dai ragazzi durante le vacanze, King propose loro un contratto annuale con la Decca Records e ideò per la formazione il nuovo nome Genesis.[8]

Nel febbraio 1968 fu pubblicato il loro primo singolo, The Silent Sun, prodotto dallo stesso King, che tuttavia non ottenne il successo sperato. Il mese successivo la band incise il primo album, From Genesis to Revelation. Rispetto agli esordi, il loro stile si allontanò dalla musica soul per diventare più ricco e complesso: le nuove canzoni univano chitarre acustiche a dodici corde, cori elaborati e strumenti ad arco, accompagnati da testi ispirati a miti e leggende popolari. L'album passò quasi inosservato alla stampa musicale e al pubblico (tanto che il gruppo lo ha praticamente rinnegato nei decenni successivi), spingendo King ad abbandonare il progetto e la Decca a non rinnovare il contratto con il gruppo.[9] Nel 1969 il gruppo iniziò la propria attività professionale, firmando con la Charisma Records e pubblicando l'album Trespass (1970). Successivamente, l'ingresso del batterista Phil Collins e del chitarrista Steve Hackett — in sostituzione di John Mayhew e Anthony Phillips — definì la formazione classica del gruppo. Con l'album Nursery Cryme (1971) e la celebre suite The Musical Box, Gabriel iniziò a caratterizzare i concerti della band attraverso una forte presenza scenica e l'uso di costumi e travestimenti.[9]

Nel 1970 Gabriel contribuì come flautista al brano Katmandu, incluso nell'album Mona Bone Jakon (1970) di Cat Stevens.[10]

Il successo commerciale arrivò con Foxtrot (1972) — contenente la suite Supper's Ready — che entrò nella Top 15 britannica, e con il successivo Selling England by the Pound (1973), giunto al terzo posto in classifica. La prima fase del gruppo culminò nel 1974 con il doppio concept album The Lamb Lies Down on Broadway, ideato e scritto prevalentemente da Gabriel, che segnò contemporaneamente l'inizio dei contrasti interni al gruppo.[11] Gabriel ne ideò la trama, incentrata sulle vicende di Rael a New York, e scrisse la quasi totalità dei testi. Durante il tour promozionale, il cantante interpretò il protagonista indossando costumi complessi, tra cui quello per il brano The Colony of Slippermen.[12]

Gabriel decise di lasciare i Genesis prima della conclusione della tournée, ma portò a termine l'intero tour mondiale.[13] L'abbandono fu ufficializzato nel maggio del 1975, quando il cantante annunciò la propria decisione di intraprendere la carriera solista.[9]

Tra i fattori che contribuirono alla decisione vi furono le divergenze artistiche, l'offerta di collaborazione a un progetto cinematografico con il regista William Friedkin[14] e le difficoltà personali legate alla nascita della figlia Anna-Marie.[15]

Carriera solista

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Anni Settanta

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Nel 1976 Gabriel iniziò a lavorare al suo primo album solista, prodotto da Bob Ezrin. Le sessioni si svolsero principalmente a Toronto, dove Gabriel si avvalse anche della collaborazione di Robert Fripp e Tony Levin. La copertina fu realizzata dallo studio Hipgnosis. Le sonorità dell'album si discostavano da quelle dei Genesis e spaziavano tra diversi generi, dal rock di Modern Love al barbershop quartet di Excuse Me.[16]

I primi quattro album da solista di Peter Gabriel, pubblicati tra il 1977 e il 1982, hanno tutti il titolo Peter Gabriel e sono comunemente distinti, secondo l'ordine di pubblicazione, come I, II, III e IV. I primi tre sono inoltre noti rispettivamente come Car, Scratch e Melt, in riferimento alle immagini delle rispettive copertine, mentre il quarto è noto come Security, denominazione utilizzata per il mercato statunitense.[17]

Peter Gabriel a Chateau Neuf (Oslo) nel 1975.

Il primo singolo estratto dall'album fu Solsbury Hill, pubblicato nel marzo 1977 e arrivato al 13º posto nella classifica britannica.[18] Per il brano non fu realizzato inizialmente un videoclip promozionale; un video venne prodotto successivamente, combinando materiale girato nel 1977 da Peter Campus e Gabriel con altro materiale realizzato nel 1990 da Gabriel, Graham Dean e Jerry Chater.[19] Il secondo singolo, Modern Love, fu pubblicato nel giugno dello stesso anno; il relativo videoclip fu diretto da Peter Medak e girato nel quartiere londinese di Shepherd's Bush, in un centro commerciale caratterizzato dalla presenza di scale mobili.[20]

Gabriel criticò successivamente la produzione di Here Comes the Flood, ritenendo che il ritornello fosse eccessivamente elaborato. Una nuova versione del brano, realizzata con Fripp, fu pubblicata nell'album Exposure; un'ulteriore versione per voce e pianoforte fu inclusa nella raccolta Shaking the Tree, pubblicata nel 1990.[21] Hit, raccolta pubblicata nel 2003, include nuovamente la versione del brano tratta dal primo album.[22]

Nel 1978 Gabriel collaborò nuovamente con Fripp, che produsse il secondo album solista dell'ex membro dei Genesis.[23] Nello stesso periodo Gabriel prese in considerazione la realizzazione di un film basato su The Lamb Lies Down on Broadway. La regia fu affidata ad Alejandro Jodorowsky, il cui film El Topo aveva avuto una forte influenza su Gabriel e aveva contribuito a ispirare il concept album. I due collaborarono alla sceneggiatura del progetto, che tuttavia non venne realizzato.[24]

Il terzo album, pubblicato nel 1980, fu prodotto da Steve Lillywhite, che in seguito avrebbe prodotto anche i primi tre album degli U2.[25][26] Al disco parteciparono, tra gli altri, Kate Bush, Phil Collins, Paul Weller, Robert Fripp e Dave Gregory degli XTC.[27] Intruder, Games Without Frontiers e Biko segnarono un'evoluzione nello stile di Gabriel, caratterizzato da un maggiore interesse per ritmi e sonorità provenienti da diverse tradizioni musicali. L'album presentava inoltre alcune scelte di produzione insolite per l'epoca, tra cui l'assenza dei piatti nella batteria.[28]

Intruder è particolarmente noto per l'uso pionieristico del gated reverb applicato alla batteria, che ne rende il suono più potente e ampio. L'effetto nacque durante le sessioni dell'album dalle sperimentazioni del produttore Steve Lillywhite, del tecnico del suono Hugh Padgham e di Phil Collins, che suona la batteria nel brano.[29] Pubblicato come singolo, Games Without Frontiers raggiunse il quarto posto nella classifica britannica; il relativo videoclip originale fu diretto da David Mallet.[30] L'album raggiunse per la prima volta per Gabriel il primo posto nella classifica degli album del Regno Unito.[31]

Nel 1980 Gabriel partecipò alla fondazione del WOMAD (World of Music, Arts and Dance), progetto dedicato alla promozione e all'incontro tra musicisti e tradizioni culturali provenienti da diverse parti del mondo.[32] Il primo festival WOMAD si svolse nel luglio 1982 presso il Royal Bath and West Showground, nel Somerset, con la partecipazione di artisti provenienti da oltre venti Paesi.[33]

Le sessioni di registrazione del quarto album si svolsero tra il 1981 e il 1982 presso lo studio allestito nella casa di Gabriel nei pressi di Bath. Il disco fu prodotto dallo stesso Gabriel insieme a David Lord.[34] Negli Stati Uniti l'album fu pubblicato dalla Geffen Records con il titolo Security, per distinguerlo dai precedenti album omonimi.[35] Il disco fece ampio uso di tecniche di registrazione digitale, sintetizzatori e campionamenti, tra cui quelli realizzati con il Fairlight CMI, proseguendo la ricerca sonora avviata da Gabriel con il precedente album.[36] Tra i musicisti ospiti figurò Peter Hammill.[37]

Il disco ottenne buoni risultati commerciali e il singolo Shock the Monkey divenne il primo singolo di Gabriel a entrare nella top 40 statunitense.[38] Il videoclip del brano, diretto da Brian Grant, contribuì alla notorietà del singolo.[39] Nel 1983 Gabriel eseguì il brano al Festival di Sanremo, dove partecipò come ospite internazionale, dando vita a una singolare esibizione durante la quale si lanciò verso il pubblico utilizzando una corda (rischiando di cadere) e camminò sugli schienali delle poltrone del Teatro Ariston.[40] Il 9 agosto Gabriel si esibì come artista di apertura al concerto di David Bowie al BC Place di Vancouver, in Canada, nell'ambito del Serious Moonlight Tour.[41]

Peter Gabriel ospite a Sanremo 1983 durante la sua singolare esibizione.

Nel 1985 Gabriel collaborò con il regista Alan Parker alla colonna sonora del film Birdy - Le ali della libertà. La colonna sonora, pubblicata il 18 marzo, fu realizzata combinando nuove composizioni con rielaborazioni strumentali di brani tratti dai precedenti album di Gabriel. Per realizzarla, Gabriel e il produttore Daniel Lanois lavorarono sui nastri originali delle registrazioni precedenti, rielaborandone le parti strumentali in funzione delle diverse scene del film.[42]

I concerti di Gabriel furono caratterizzati da una forte componente teatrale e visiva, sviluppata anche a partire dalla precedente esperienza dal vivo con i Genesis. Durante il Security Tour, svoltosi tra il 1982 e il 1983, Gabriel e la sua band utilizzarono elementi scenici e coreografici che coinvolgevano direttamente anche il pubblico.[43]

Nonostante il buon successo commerciale e di critica ottenuto con i due album precedenti, Gabriel raggiunse il suo maggiore successo con So, pubblicato nel 1986.[44] Dall'album furono estratti diversi singoli di successo, tra cui Sledgehammer, che raggiunse il primo posto della classifica statunitense, Don't Give Up, eseguita in duetto con Kate Bush, Big Time e In Your Eyes.[45][44] So fu co-prodotto da Gabriel e dal canadese Daniel Lanois, già coinvolto nella realizzazione della colonna sonora di Birdy - Le ali della libertà e produttore di The Unforgettable Fire degli U2.[44]

Il videoclip di Sledgehammer, diretto da Stephen R. Johnson e prodotto da Adam Whittaker, combina riprese dal vivo e tecniche di animazione realizzate da Aardman Animations, dai fratelli Quay, da Peter Lord e da Richard Goleszowski.[46] Nel 1987 vinse nove MTV Video Music Awards, tra cui quello per il video dell'anno, stabilendo il record per il maggior numero di premi assegnati a un singolo videoclip nella storia della manifestazione.[47] Johnson diresse anche il videoclip di Big Time, pubblicato nel 1987.[48] Tra i musicisti che collaborarono all'album figurano Stewart Copeland dei The Police, Jim Kerr dei Simple Minds, Nile Rodgers, cofondatore degli Chic, Laurie Anderson e Bill Laswell, oltre a Kate Bush e Youssou N'Dour.[49]

Peter Gabriel durante una data del Conspiracy of Hope Tour, 1986

Partecipò al Conspiracy of Hope Tour negli Stati Uniti nel 1986 e allo Human Rights Now! Tour nel 1988, sostenendo Amnesty International.[50]

Nel 1989 Gabriel pubblicò Passion: Music for The Last Temptation of Christ, album sviluppato a partire dalla musica composta per il film L'ultima tentazione di Cristo di Martin Scorsese. Pubblicato un anno dopo l'uscita del film, l'album comprende anche materiale aggiuntivo e viene considerato un'opera autonoma rispetto alla colonna sonora.[51] Questo lavoro gli valse il Grammy Award per il miglior album New Age, Ambient o Chant alla 32ª edizione dei premi, nel 1990,[52] e una candidatura ai Golden Globe per la miglior colonna sonora originale (Best Original Score).[53]

Nella seconda metà degli anni ottanta Gabriel fondò i Real World Studios a Box, nel Wiltshire, concepiti come uno spazio di registrazione e collaborazione aperto a musicisti provenienti da contesti diversi.[54] Nel 1989 venne inoltre lanciata la Real World Records, etichetta discografica nata anche dalle relazioni artistiche sviluppate attraverso il WOMAD e orientata alla pubblicazione e alla diffusione di musica di artisti provenienti da diverse aree del mondo.[55]

Nel 1992 Gabriel fu tra i cofondatori di WITNESS, organizzazione internazionale senza scopo di lucro che promuove l'uso del video e della tecnologia per documentare violazioni dei diritti umani e sostenere il lavoro degli attivisti.[56] L'iniziativa nacque anche dall'esperienza maturata da Gabriel durante l'Human Rights Now! Tour del 1988 organizzato da Amnesty International, durante il quale aveva avuto modo di confrontarsi direttamente con persone vittime di violazioni dei diritti umani.[57]

Nello stesso anno Gabriel pubblicò Us, nuovamente co-prodotto con Daniel Lanois.[58] L'album, tra i più personali della sua produzione, affronta il tema delle relazioni interpersonali e riflette anche sulla fine del matrimonio dell'artista e sul rapporto con Anne-Marie. In Come Talk to Me, cantata con Sinéad O'Connor, Gabriel affronta in particolare le difficoltà di comunicazione con una delle figlie, dalle quali trae ispirazione per il testo.[59]

Tra i brani più noti dell'album figurava Digging in the Dirt, dedicato all'esplorazione degli aspetti più oscuri della personalità di Gabriel.[60] Il videoclip, diretto e prodotto dal documentarista John Downer, vinse il Grammy Award per il miglior video musicale nel 1993.[61]

Us fu seguito dal Secret World Tour, nel quale Gabriel collaborò nuovamente con il regista e scenografo Robert Lepage. Lo spettacolo presentava due palcoscenici, uno rettangolare e uno circolare, collegati da un passaggio mobile che attraversava il pubblico; il primo rappresentava un ambiente urbano e industriale, mentre il secondo richiamava un ambiente più naturale. Il tour fu documentato nell'album e nel film Secret World Live, registrato a Modena nel novembre 1993.[62]

Negli anni novanta Gabriel si dedicò anche alla produzione di opere multimediali interattive, realizzate attraverso la società Real World Multimedia. Nel 1993 fu pubblicato Xplora 1: Peter Gabriel's Secret World, un CD-ROM interattivo che combinava musica, video, fotografie e contenuti dedicati al mondo artistico di Gabriel e alla world music.[63] Nel 1996 seguì Eve, opera multimediale sviluppata con un gruppo di artisti visivi e concepita come un'esperienza interattiva ispirata al racconto biblico di Adamo ed Eva.[64]

Gabriel ottenne altri riconoscimenti ai Grammy Awards: nel 1993 vinse il premio per il miglior video musicale con Digging in the Dirt e nel 1994 con Steam; nel 1996 Secret World Live vinse il Grammy per il miglior film musicale.[65][66] Nel 1998 contribuì alla colonna sonora del film City of Angels con I Grieve, pubblicato nella versione legata al film.[67]

Nel 1999 Gabriel fondò, insieme con Charles Grimsdale, On Demand Distribution (OD2), società specializzata nella distribuzione digitale di musica, che forniva infrastrutture tecnologiche a servizi di vendita e distribuzione musicale online.[68][69]

Nel 2000 Peter Gabriel pubblicò OVO, album contenente le musiche realizzate per l'omonimo spettacolo prodotto dal Cirque du Soleil e rappresentato al Millennium Dome di Londra.[70]

Nel 2002 fu pubblicato Long Walk Home: Music from the Rabbit-Proof Fence, composto per il film australiano Rabbit-Proof Fence, distribuito in Italia con il titolo La generazione rubata. L'album ottenne una candidatura ai Golden Globe per la miglior colonna sonora originale.[71] Nel mese di settembre dello stesso anno Gabriel pubblicò Up, il suo primo album di inediti dopo Us, uscito dieci anni prima. L'album, prodotto principalmente dallo stesso Gabriel, presentava sonorità più cupe e sperimentali rispetto a So e affrontava temi legati alla morte, alla perdita e alle relazioni umane.[72] Il primo singolo estratto fu The Barry Williams Show, il cui videoclip fu diretto da Sean Penn, che vi comparve anche come interprete.[73] L'album fu seguito da un tour mondiale, documentato nel film Growing Up on Tour: A Family Portrait, diretto da Anna Gabriel, figlia di Peter, e pubblicato in DVD.[74]

Nel 2003 ricevette la cittadinanza onoraria di Arzachena, in Sardegna.[75]

Negli anni Duemila Gabriel collaborò anche con gli sviluppatori di videogiochi Cyan Worlds e Ubisoft. Nel 2003 il videogioco Uru: Ages Beyond Myst conteneva il brano Burn You Up, Burn You Down, mentre nel 2004 Gabriel partecipò a Myst IV: Revelation, per il quale realizzò una nuova versione di Curtains e prestò la voce allo spirito guida del gioco.[76]

Nel giugno 2005 Gabriel e l'imprenditore del settore del broadcasting David Engelke acquisirono, attraverso una joint venture, gli asset della Solid State Logic, azienda britannica specializzata nella produzione di console di missaggio e tecnologie audio. La società continuò a operare con il nome Solid State Logic e a progettare e produrre apparecchiature audio nella sede di Begbroke, nell'Oxfordshire.[77]

Nel 2004 Gabriel e Brian Eno promossero inoltre MUDDA (Magnificent Union of Digitally Downloading Artists), un'iniziativa volta a favorire una maggiore autonomia degli artisti nella distribuzione e nella vendita della propria musica attraverso Internet. Nel giugno dello stesso anno OD2, la società di distribuzione digitale fondata da Gabriel e Charles Grimsdale nel 1999, fu acquisita dalla società statunitense Loudeye.[78][79][80]

Il 10 febbraio 2006 Gabriel interpretò Imagine di John Lennon durante la cerimonia di apertura dei XX Giochi olimpici invernali a Torino.[81] Il 3 luglio 2007 tornò a esibirsi a Roma, presso l'Ippodromo delle Capannelle, nell'ambito del Warm Up Tour. Durante la tournée Gabriel eseguì anche brani che non erano presenti da tempo nelle sue scalette, alcuni dei quali scelti attraverso un sondaggio tra i fan sul suo sito ufficiale, tra cui D.I.Y., On the Air e Mother of Violence.[82]

Nel 2008 fu pubblicato Big Blue Ball, album nato da sessioni di registrazione svoltesi ai Real World Studios durante le estati del 1991, 1992 e 1995, alle quali partecipano Gabriel e numerosi altri musicisti, tra cui Sinéad O'Connor, Natacha Atlas e Papa Wemba.[83] Gabriel partecipò inoltre alla colonna sonora del film d'animazione WALL•E della Walt Disney Pictures con il brano Down to Earth, che gli valse una candidatura agli Oscar per la miglior canzone originale.[84]

Nel 2009 Gabriel registrò Scratch My Back, album di reinterpretazioni di brani di altri artisti, pubblicato nel febbraio 2010.[85] Il progetto nacque con l'idea di uno scambio di reinterpretazioni con gli artisti coinvolti: Gabriel interpretò brani di David Bowie, Paul Simon, Talking Heads, Radiohead, Elbow e Arcade Fire, mentre gli altri artisti avrebbero dovuto reinterpretare brani di Gabriel. Il progetto proseguì con And I'll Scratch Yours, pubblicato nel 2013.[86]

Nel 2011 Gabriel pubblicò New Blood, album di reinterpretazioni di brani del proprio repertorio, riarrangiati con orchestra sotto la direzione e gli arrangiamenti di John Metcalfe.[87]

Anni Duemiladieci

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Peter Gabriel dal vivo nel 2012

Nel 2012 Peter Gabriel annunciò il Back to Front Tour, organizzato per celebrare il 25º anniversario di So. Il tour prevedeva l'esecuzione integrale dell'album nella sequenza originale, oltre ad altri brani del repertorio di Gabriel, e vedeva la partecipazione di diversi musicisti della formazione che aveva accompagnato il cantante nel tour del 1986-1987.[88] Il tour prese il via negli Stati Uniti nel settembre 2012 e proseguì in Europa nel 2013 e nel 2014.[89] Dalle esibizioni alla O2 Arena di Londra fu realizzato il film-concerto Back to Front: Live in London, pubblicato anche in DVD e Blu-ray.[90]

Nel settembre 2013 fu pubblicato And I'll Scratch Yours, album che concluse il progetto iniziato con Scratch My Back. Il disco raccoglieva reinterpretazioni di brani di Gabriel eseguite da diversi artisti, tra cui David Byrne, Bon Iver, Regina Spektor, Stephin Merritt, Joseph Arthur, Randy Newman, Arcade Fire, Elbow, Brian Eno, Feist, Timber Timbre, Lou Reed e Paul Simon.[91]

Nel 2014 partecipò, insieme agli altri membri dei Genesis, al documentario Genesis: Together and Apart, dedicato alla storia del gruppo e trasmesso dalla BBC.[92]

Nel 2016 Gabriel pubblicò I'm Amazing, brano ispirato in parte alla vita e alle vicende del pugile Muhammad Ali.[93] Nello stesso anno pubblicò The Veil, scritto appositamente per il film Snowden di Oliver Stone.[94]

Anni Duemilaventi

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Nel gennaio 2023 Gabriel ha pubblicato Panopticom, primo singolo del progetto i/o, il suo primo album di brani inediti dopo Up del 2002. Il brano ha inaugurato una serie di pubblicazioni legate alle fasi lunari, con nuove canzoni distribuite nel corso dell'anno; il progetto è stato accompagnato dal i/o The Tour, iniziato nel maggio 2023.[95]

Nell'agosto 2026 è uscito Looking for the Happy, nono brano estratto dal successivo album i/o. Il singolo, scritto e prodotto dallo stesso Gabriel, è stato pubblicato inizialmente nella versione Bright-Side Mix curata da Mark «Spike» Stent. Il brano affronta il tema della ricerca della felicità e della gratitudine per gli aspetti positivi della vita quotidiana. Per la copertina Gabriel ha scelto Closed Circuit II, opera dell'artista contemporaneo statunitense Tishan Hsu realizzata nel 1986.[96]

Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Peter Gabriel.

Album in studio

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Riconoscimenti

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  1. 1 2 (EN) 20 Insanely Great Peter Gabriel Songs Only Hardcore Fans Know, su rollingstone.com. URL consultato il 31 marzo 2017.
  2. Peter Gabriel, su MTV. URL consultato il 31 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 1º aprile 2017).
  3. (EN) Tom Moon, 1000 Recordings to Hear Before You Die, Workman, 2008, p. 296.
  4. (EN) MOJO Issue 197 / April 2010, su mojo4music.com. URL consultato il 31 marzo 2017.
  5. Paolo Prato, Dizionario di pop & rock, Antonio Vallardi, 1996, p. 140.
  6. Archivio (lettera "P"), su ondarock.it. URL consultato il 30 marzo 2017.
  7. Peter Gabriel - biografia, recensioni, discografia, foto:: OndaRock, su ondarock.it.
  8. 1 2 3 (EN) Peter Gabriel Biography, su Academy of Achievement. URL consultato il 29 agosto 2026.
  9. 1 2 3 (EN) Bruce Eder, Genesis — Biography, Discography, Albums & Expert Reviews, su AllMusic. URL consultato il 29 agosto 2026.
  10. (EN) Katmandu by Cat Stevens, su Songfacts. URL consultato il 29 agosto 2026.
  11. (EN) Stephen Thomas Erlewine, The Lamb Lies Down on Broadway - Genesis, su AllMusic. URL consultato il 29 agosto 2026.
  12. (EN) Andy Greene, Flashback: Peter Gabriel Revives a Genesis Classic in 1978, su Rolling Stone, 23 luglio 2013. URL consultato il 29 agosto 2026.
  13. (EN) Bruce Eder, Peter Gabriel Biography, su AllMusic. URL consultato il 29 agosto 2026.
  14. (EN) Stephen Thomas Erlewine, Genesis: The Lamb Lies Down On Broadway [50th Anniversary], su So It Goes, 23 ottobre 2025. URL consultato il 29 agosto 2026.
  15. (EN) Daryl Easlea, Genesis, Peter Gabriel, and the story of The Lamb Lies Down On Broadway, su Louder, 18 novembre 2024. URL consultato il 29 agosto 2026.
  16. (EN) Peter Gabriel, su PeterGabriel.com.
  17. (EN) Double Vinyl Remastered, su PeterGabriel.com, 27 luglio 2015.
  18. (EN) Solsbury Hill, su PeterGabriel.com, 21 marzo 1977.
  19. (EN) Solsbury Hill, su PeterGabriel.com.
  20. (EN) Modern Love, su PeterGabriel.com, 20 giugno 1977.
  21. (EN) Shaking The Tree, su PeterGabriel.com, 19 novembre 1990.
  22. (EN) Hit, su PeterGabriel.com, 3 novembre 2003.
  23. (EN) Peter Gabriel, su PeterGabriel.com.
  24. (EN) In the late 1970s NASA asked Peter Gabriel if he'd like to go into space: Then the Shah of Iran was deposed, su Louder, 2024.
  25. (EN) Peter Gabriel 3 at 40, su PeterGabriel.com, 30 maggio 2020.
  26. (EN) Boy, su U2.com, 20 ottobre 1980.
  27. (EN) Peter Gabriel 3 at 40, su PeterGabriel.com, 30 maggio 2020.
  28. (EN) Peter Gabriel 3 at 40, su PeterGabriel.com, 30 maggio 2020.
  29. (EN) Peter Gabriel (PDF), su Rock & Roll Hall of Fame.
  30. (EN) Games Without Frontiers, su PeterGabriel.com.
  31. (EN) Peter Gabriel 3, su Official Charts.
  32. (EN) Peter Gabriel, su Real World Records. URL consultato il 29 agosto 2026.
  33. (EN) Live at WOMAD 1982 announced, su PeterGabriel.com, 10 giugno 2022. URL consultato il 29 agosto 2026.
  34. (EN) Peter Gabriel, su PeterGabriel.com.
  35. (EN) Peter Gabriel, su PeterGabriel.com.
  36. (EN) Record Reviews (PDF), in Electronics & Music Maker, 1982.
  37. (EN) Security (Peter Gabriel 4), su The Genesis Archive.
  38. (EN) Peter Gabriel 4: Security, su Monitor Audio.
  39. (EN) Shock The Monkey, su PeterGabriel.com.
  40. Quella volta in cui Peter Gabriel si lanciò sul pubblico (e cadde) al Sanremo del 1983, su RaiNews, 10 gennaio 2024.
  41. (EN) Peter Gabriel Setlist at BC Place Stadium, Vancouver, BC, Canada, August 9, 1983, su Setlist.fm. URL consultato il 29 agosto 2026.
  42. (EN) Birdy, su PeterGabriel.com, 18 marzo 1985.
  43. Jeffrey Callen, Peter Gabriel: Security Tour, 1982–83, in Performance and Popular Music: History, Place and Time, Routledge, 2009, pp. 107-118.
  44. 1 2 3 (EN) So, su PeterGabriel.com, 19 maggio 1986.
  45. (EN) Sledgehammer, su PeterGabriel.com, 21 aprile 1986.
  46. (EN) Sledgehammer, su PeterGabriel.com.
  47. (EN) Sledgehammer, su PeterGabriel.com, 21 aprile 1986.
  48. (EN) Big Time, su PeterGabriel.com, 23 marzo 1987.
  49. (EN) So, su AllMusic.
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  51. (EN) Passion, su PeterGabriel.com, 5 giugno 1989.
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  57. (EN) WITNESS, su PeterGabriel.com. URL consultato il 29 agosto 2026.
  58. (EN) US, su PeterGabriel.com, 27 settembre 1992.
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  60. (EN) Digging in the Dirt, su PeterGabriel.com, 14 settembre 1992.
  61. (EN) Best Music Video, su GRAMMY.com.
  62. (EN) Secret World Live, su PeterGabriel.com, 30 agosto 1994.
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