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Partinico

Coordinate: 38°03′N 13°07′E
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Partinico
comune
Partinico – Stemma
Partinico – Bandiera
Partinico – Veduta
Partinico – Veduta
Panorama, 2022
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Sicilia
Città metropolitana Palermo
Amministrazione
SindacoPietro Rao (centro-destra) dal 13-11-2022
Data di istituzione19 aprile 1800
Territorio
Coordinate38°03′N 13°07′E
Altitudine175 m s.l.m.
Superficie108,06 km²
Abitanti30 900[1] (31-5-2026)
Densità285,95 ab./km²
FrazioniBorgo Parrini
Comuni confinantiAlcamo (TP), Balestrate, Borgetto, Carini, Giardinello, Monreale, Terrasini, Trappeto
Altre informazioni
Cod. postale90047
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT082054
Cod. catastaleG348
TargaPA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona B, 796 GG[3]
Nome abitanti(IT) partinicesi
(SCN) partinicoti,[4] già salitani
Patronosan Leonardo di Noblac
Giorno festivo6 novembre
Motto(LA) Devota et Fidelis Civitas
(IT) Città devota e fedele
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Partinico
Partinico
Partinico – Mappa
Partinico – Mappa
Posizione del comune di Partinico all'interno della città metropolitana di Palermo
Sito istituzionale

Partinico (Partinicu in siciliano; già Sala di Partinico[5] o Sala di Partenico) è un comune italiano di 30 900 abitanti[1] della città metropolitana di Palermo, in Sicilia.

Geografia fisica

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Il territorio comunale di Partinico si estende per circa 110,32 km² nella parte nord-occidentale della Sicilia, a ovest di Palermo. Il centro abitato sorge a circa 175 metri sul livello del mare.[6]

Dal punto di vista morfologico il territorio è costituito prevalentemente da una zona pianeggiante, cui si affianca un settore collinare nella parte meridionale. Gran parte della superficie comunale è compresa tra i 100 e i 200 m s.l.m.; procedendo verso sud le quote aumentano fino a raggiungere i 400-500 m. Tra i principali rilievi si trovano il monte Cesarò, che raggiunge circa 469 m, e il monte Bisaccia, che con i suoi 555 m costituisce una delle maggiori elevazioni del territorio comunale.[6]

La struttura geologica dell'area è caratterizzata dalla presenza di materiali detritici prevalentemente calcarei provenienti dall'erosione dei rilievi circostanti, in particolare del monte Cesarò, cementati da una matrice argillosa e sovrapposti a consistenti formazioni di argilla. Al di sopra di tali depositi si trova lo strato superficiale di terreno vegetale.[6]

Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Partinico.

Il clima di Partinico presenta caratteri tipicamente mediterranei, con estati calde e asciutte e precipitazioni concentrate prevalentemente nel semestre autunnale e invernale. La modesta altitudine del centro abitato e la relativa vicinanza al mar Tirreno contribuiscono a contenere le escursioni termiche stagionali.

Dal punto di vista della classificazione climatica dei comuni italiani, Partinico appartiene alla zona climatica B, con 796 gradi giorno.

Dalle origini all'età normanna

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Il territorio della piana di Partinico fu frequentato già in epoca preistorica, come attestano i reperti litici rinvenuti in diverse località e conservati nel museo civico. Ulteriori testimonianze archeologiche documentano la frequentazione dell'area in età antica e romana.[7]

In età romana una località denominata Parthenicum è menzionata nell'Itinerarium Antonini lungo l'itinerario costiero che collegava Panormus (Palermo) a Lilybaeum (Marsala), passando per Hyccara (Carini) e le Aquae Segestanae. La tradizione storiografica locale ha proposto di localizzare la stazione nell'area dell'odierna Partinico, mettendola in relazione con i resti di età romana rinvenuti nella piana.[7]

L'esistenza di un insediamento nell'area è documentata anche durante la dominazione islamica della Sicilia. Il geografo al-Muqaddasi, alla fine del X secolo, menzionò una località identificata con Partinico, mentre nel XII secolo al-Idrisi descrisse B.rt.niq come un centro dotato di una fortificazione e collegato a un approdo costiero.[7][8]

Durante il periodo normanno il territorio fu progressivamente interessato da concessioni a istituzioni ecclesiastiche, tra cui il monastero di San Bartolomeo di Lipari, quello di Santa Maria Nuova di Monreale, la chiesa di San Giorgio di Gratteri, la Chiesa di Palermo e, nel 1210, l'Ordine templare.[7]

Fondazione dell'attuale centro e dominio abbaziale

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La formazione dell'attuale centro abitato risale all'inizio del XIV secolo ed è legata all'abbazia di Santa Maria di Altofonte. Nel giugno 1307 Federico II d'Aragona revocò al miles Giovanni de Cammarana l'amministrazione della foresta della Curia di Partinico e la concesse all'abbazia, riservando alla Corona una fascia costiera del bosco.[7][9]

Nel 1309 il sovrano concesse all'abbazia la facoltà di creare un nuovo insediamento nella località detta «Sala», all'interno del bosco di Partinico, prevedendo l'esenzione dai tributi per i primi cento abitanti. Il provvedimento è generalmente considerato l'atto di fondazione dell'attuale abitato di Partinico.[7]

In seguito allo sbarco di forze angioine nella baia di San Cataldo nel 1314, l'area divenne più esposta alle incursioni. Nel 1318 fu quindi concessa all'abate la facoltà di costruire una fortificazione nel casale della Sala, destinata alla protezione dell'abate, dei monaci e dei loro familiari.[7]

La foresta di Partinico costituiva allora una risorsa economica per il territorio. Con la trasformazione dell'abbazia in commenda nel 1435 iniziò tuttavia una progressiva concessione e trasformazione delle aree boschive, che determinò nel tempo la scomparsa della foresta. Verso la fine del XV secolo Partinico entrò a far parte di una commenda affidata dai sovrani siciliani a diversi abati.[7][9]

A partire dalla seconda metà del XVI secolo l'espansione dell'abitato fu accompagnata dalla costruzione di nuovi edifici religiosi. Tra il 1552 e il 1570 fu edificata la chiesa madre, nella quale furono trasferiti i simulacri provenienti dalla più antica chiesa di San Cristoforo. Nello stesso periodo sorsero la chiesa dell'Immacolata e un ospedale, istituito nel 1570.[7]

Durante il XVIII secolo il territorio continuò a essere amministrato nell'ambito della commenda di Altofonte. La crescita demografica fu accompagnata dall'espansione dell'abitato: nel 1714 questo aveva raggiunto l'odierna piazza Umberto I, dove fu costruito il Collegio di Maria.[7] Nel 1763 Partinico fu incorporata nel regio demanio.[9]

Il 10 dicembre 1779 il consiglio civico, riunito nella chiesa di San Leonardo, deliberò di chiedere alla Corona il riconoscimento del titolo di città e l'emancipazione amministrativa da Palermo, dalla quale Partinico dipendeva dal 1616.[7]

Dall'autonomia all'Unità d'Italia

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Il processo di emancipazione si concluse nel 1800: con decreto reale del 19 aprile Partinico fu riconosciuta come comune autonomo e il 25 aprile ottenne il titolo di città.[7] Nello stesso periodo il territorio fu interessato dalla presenza di re Ferdinando III di Sicilia, che vi costituì il cosiddetto Real Podere di Partinico e promosse la costruzione della Real Cantina Borbonica.[10]

Dopo il conseguimento dell'autonomia gli amministratori locali chiesero anche l'abolizione dei residui diritti di natura feudale, tra cui le decime sulle uve e altri prelievi versati all'amministrazione abbaziale. Nel 1818 il comune, che dal 1616 aveva utilizzato lo stemma di Palermo in quanto suo quinto quartiere, fu autorizzato ad adottare un proprio emblema, raffigurante la dea Diana con una cornucopia, appoggiata a un tronco reciso e accompagnata da un cane.[7]

La riorganizzazione amministrativa del 1818 introdusse un'amministrazione comunale composta da un sindaco, due eletti e una decuria; il primo sindaco fu Raffaele Cannizzo. Nel 1819 l'arciprete Ignazio Rosso istituì inoltre un ginnasio privato articolato in cinque classi.[7]

Durante la spedizione dei Mille, il 16 maggio 1860, Partinico fu teatro di un violento scontro tra la popolazione e una colonna dell'esercito borbonico in ritirata dopo la battaglia di Calatafimi. Gli scontri provocarono vittime, incendi e saccheggi e sono ricordati come eccidio di Partinico. Due giorni più tardi Giuseppe Garibaldi raggiunse la città durante l'avanzata verso Palermo; il 18 maggio emanò da Partinico un decreto relativo all'indennizzo dei danni di guerra.[11]

Dall'Unità d'Italia al secondo dopoguerra

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Alla fine del XIX secolo Partinico fu coinvolta nel movimento dei Fasci siciliani. Il 9 dicembre 1893, durante una seduta del consiglio comunale, una manifestazione di operai e pastori che chiedevano l'abolizione della cinta daziaria e delle guardie campestri degenerò nell'occupazione del municipio e nella distruzione di documenti e strutture legate alla riscossione dei dazi.[12]

Nel secondo dopoguerra il territorio di Partinico divenne uno dei principali luoghi dell'attività sociale di Danilo Dolci. Giunto nella vicina Trappeto nel 1952, Dolci sviluppò negli anni successivi iniziative contro la povertà, la disoccupazione e l'emarginazione sociale della zona di Partinico. Nel 1955 pubblicò per Laterza Banditi a Partinico, dedicato alle condizioni sociali del territorio, e promosse una campagna per la costruzione di una diga sul fiume Jato.[13][14]

Lo stemma e il gonfalone del comune sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro dell'8 aprile 1999.[15]

Stemma
«Di verde, all'aquila col volo abbassato, d'oro, allumata di rosso, armata di nero. Sotto lo scudo su lista bifida e svolazzante di verde, il motto in lettere maiuscole d'oro, DEVOTA ET FIDELIS CIVITAS. Ornamenti esteriori da Città.»
Gonfalone
«Drappo giallo con la bordatura di verde, riccamente ornato di ricami di oro e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata d’oro recante la denominazione della Città. Le parti di metallo ed i cordoni saranno dorati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della Città e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’oro.»

[15]

Medaglia non identificata - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia non identificata
Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria
«Decreto reale di re Ferdinando III di Sicilia»
 25 aprile 1800[7]

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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Facciata della chiesa di Maria Santissima Annunziata

La chiesa di Maria Santissima Annunziata, principale edificio di culto cittadino e chiesa madre di Partinico, sorge in piazza Duomo, con il prospetto principale rivolto verso corso dei Mille. L'impianto originario, a navata unica, fu costruito tra il 1552 e il 1570 accanto a una preesistente torre utilizzata come campanile. Tra il 1639 e il 1642 l'edificio fu trasformato con la realizzazione delle tre navate; nel 1719 fu avviata la costruzione dell'attuale campanile, completato nel 1783, mentre nel 1777 la chiesa fu ulteriormente ampliata secondo un progetto dell'architetto Patricolo di Palermo, assumendo una pianta a croce latina.[16]

La chiesa del Carmine, affacciata su piazza Garibaldi, fa parte dell'antico complesso conventuale dei Carmelitani, la cui fondazione risale agli anni 1632-1634. La chiesa, a navata unica, presenta un prospetto di impostazione classicheggiante con elementi barocchi e conserva numerose tele, alcune delle quali attribuite al pittore palermitano Vincenzo Manno. Il convento, passato al demanio in seguito alla soppressione delle corporazioni religiose, fu successivamente destinato a funzioni pubbliche; dopo i restauri eseguiti tra il 1997 e il 1999, parte del complesso è utilizzata come biblioteca, museo civico e sede di rappresentanza del Comune.[16]

Di fronte al complesso del Carmine sorge la chiesa di San Leonardo, costruita nel 1634 dalla Compagnia del Santissimo Sacramento. L'edificio, a navata unica, fu per lungo tempo strettamente legato alla vita civile della città: fino al 1819 vi si riuniva infatti il consiglio civico. Il campanile presenta una terminazione piramidale rivestita sui quattro lati da maioliche settecentesche raffiguranti santi.[16]

Tra gli altri edifici religiosi cittadini si trova la chiesa del Sacro Cuore, divenuta anche santuario dedicato alla beata Pina Suriano, le cui spoglie sono conservate nell'edificio.[17]

Fuori dal centro abitato sorge il santuario della Madonna del Ponte, il cui culto è documentato nel territorio almeno dal XVI secolo e viene ricondotto alla presenza dei monaci cistercensi dell'abbazia di Santa Maria di Altofonte. L'edificio fu ampliato nel corso dei secoli; nel 1861, dopo la richiesta avanzata dalla comunità in memoria della cessazione dell'epidemia di colera del 1854, l'immagine della Madonna fu solennemente incoronata. Il dipinto attualmente venerato nel santuario è opera di Vincenzo Manno e risale al 1819.[16]

Al patrimonio religioso appartengono inoltre la chiesa di Gesù e Maria, costruita nel 1733 nell'odierna via Principe Amedeo, la chiesa di San Giuseppe, la chiesa di San Gioacchino, la chiesa di Maria Santissima degli Agonizzanti, la chiesa di Santa Caterina da Siena e la chiesa di Maria Santissima del Rosario a Borgo Parrini.[16]

Interno della chiesa di San Gioacchino

Architetture civili

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Interno della Real Cantina Borbonica

Tra le principali testimonianze dell'architettura civile figura la Real Cantina Borbonica, costruita all'inizio del XIX secolo nell'ambito del Real Podere di Partinico voluto da Ferdinando di Borbone. Dopo avere acquistato nel 1800 terreni e una casina dal marchese della Gran Montagna, il sovrano affidò a Felice Lioj, intendente della Real Commenda, l'ampliamento della proprietà con l'acquisizione di ulteriori terreni nelle contrade circostanti. La cantina fu quindi realizzata sotto la direzione dell'architetto regio Carlo Chenché, con la collaborazione del partinicese Giuseppe Patti.[18]

Nel centro cittadino si trovano inoltre il Chiosco della Musica e la fontana a otto bocche. Tra le testimonianze dell'architettura rurale storica rientra il Palazzo dei Ram, complesso comprendente una torre la cui costruzione viene fatta risalire al XVI secolo.[19]

Ville e giardini

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La principale area verde storica della città è la Villa comunale Regina Margherita, realizzata nel XIX secolo nell'area anticamente conosciuta come «Piano Gambacorta», appartenuta al convento dei Cappuccini. Un primo filare di platani fu piantato intorno al 1850 per disposizione del sindaco Salvatore Savarino; la successiva sistemazione dell'area a giardino pubblico fu promossa dalle amministrazioni di Poma Avalos e Antonino Ragona.[20] All'interno della villa si trova il monumento dedicato a Giuseppe Garibaldi, eretto nel XIX secolo e realizzato dallo scultore Benedetto Civiletti.[7]

Tra le aree verdi contemporanee figura Villa Falcone, intitolata al magistrato Giovanni Falcone.

Architetture militari

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Nel territorio rurale di Partinico sono presenti numerose torri, sorte in epoche differenti con funzioni legate alla difesa e alla gestione delle proprietà agricole. La storiografia locale ne ha censite ventisei, parte delle quali è andata perduta o si conserva soltanto allo stato di rudere.[19]

Tra le testimonianze più antiche è tradizionalmente compreso il cosiddetto Castellaccio, ricondotto alla fortificazione che nel 1318 fu autorizzata nel casale della Sala per la difesa dell'abate, dei monaci e dei loro familiari.[7] Al sistema delle torri rurali appartengono inoltre la Torre del Re e la Torre di Ballo. Nel territorio sono documentate anche torri incorporate in complessi agricoli e bagli, alcune delle quali risultano già menzionate nella documentazione relativa ai possedimenti enfiteutici dei secoli XVI e XVII.[19]

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[21]

Etnie e minoranze straniere

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Al 1º gennaio 2024 i cittadini stranieri residenti a Partinico erano 1 115, pari al 3,6% della popolazione residente.[22]

Le comunità più numerose erano quella romena, con 300 residenti e il 26,9% del totale della popolazione straniera, quella marocchina, con 197 residenti (17,7%), e quella tunisina, con 92 residenti (8,3%).[23]

Tradizioni e folclore

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La principale ricorrenza religiosa tradizionale di Partinico è la festa della Madonna del Ponte, celebrata nella settimana successiva alla Pasqua. Il culto, condiviso anche dalle comunità dei centri vicini, è legato all'omonimo santuario situato nel territorio comunale e costituisce una delle più radicate espressioni della religiosità popolare locale.[16]

Nei giorni precedenti la festa numerosi fedeli raggiungono il santuario in pellegrinaggio, tradizionalmente anche con fiaccole accese. La domenica l'immagine della Vergine viene prelevata dal santuario a mezzogiorno e trasportata processionalmente verso Partinico; il pellegrinaggio prosegue per diverse ore fino all'arrivo in città, dove l'immagine viene accolta dalla comunità e condotta nella chiesa madre.[16][24] L'immagine rimane a Partinico nei mesi successivi e viene ricondotta al santuario nel mese di novembre.[16]

Alla processione è associata una tradizione popolare condivisa con Alcamo, Balestrate e Trappeto, secondo la quale l'orario di uscita dell'immagine dal santuario determinerebbe simbolicamente la comunità alla quale la Madonna «appartiene»: se l'uscita avviene a mezzogiorno essa è considerata dei partinicesi, mentre un eventuale ritardo viene tradizionalmente associato, in successione, agli alcamesi, ai balestratesi e ai trappetesi.[16] La tradizione è collegata a una leggenda popolare secondo cui rappresentanti dei quattro centri si sarebbero contesi un'immagine della Vergine rinvenuta nei pressi del luogo dove in seguito sorse il santuario; l'impossibilità di trasportarla verso uno dei rispettivi paesi avrebbe condotto alla decisione di venerarla nel luogo del ritrovamento.[16]

Il patrono san Leonardo è invece festeggiato il 6 novembre. La ricorrenza aveva in passato anche una funzione nella vita civile della comunità: fino alla riforma amministrativa del 1819 il consiglio civico si riuniva nella chiesa di San Leonardo e, la sera della festa patronale, la commissione annonaria vi stabiliva il calmiere delle derrate alimentari, localmente indicato come «meta».[16]

Nel territorio comunale hanno sede diversi istituti di istruzione secondaria superiore. Tra questi figurano l'Istituto professionale per l'industria e l'artigianato «Orso Mario Corbino», l'istituto professionale per l'agricoltura «Danilo Dolci», l'istituto tecnico «Carlo Alberto dalla Chiesa» e il liceo statale «Felicia e Peppino Impastato».

L'istruzione del primo ciclo è assicurata da diversi istituti comprensivi, tra i quali il «Privitera-Polizzi», l'«Archimede-La Fata», il «Cassarà-Guida» e la «Casa del Fanciullo». L'Istituto comprensivo Cassarà-Guida ha adottato il modello DADA (Didattiche per Ambienti di Apprendimento), organizzazione didattica nella quale sono gli studenti a spostarsi tra aule dedicate alle diverse discipline.[25]

Partinico è sede di Telejato, emittente televisiva comunitaria fondata nel 1989 e gestita dalla famiglia Maniaci dal 1999, sotto la guida di Pino Maniaci.[26] L'emittente si è caratterizzata soprattutto per l'attività d'informazione e denuncia sulla criminalità organizzata e per l'attenzione alle vicende amministrative, ambientali ed economiche del territorio.[26][27]

Un'altra emittente televisiva locale fu TV7, successivamente cessata dopo le difficoltà economiche e gestionali incontrate con il passaggio al digitale terrestre.[28]

Tra le emittenti radiofoniche locali sono presenti Primaradio, Radio Amica, Radio Musica Italiana e Radio Retrò.

Partinico fu una delle località utilizzate per le riprese del film Il giorno della civetta (1968), diretto da Damiano Damiani e tratto dall'omonimo romanzo di Leonardo Sciascia. Le riprese in città si svolsero nell'estate del 1967 e coinvolsero, tra gli altri, Claudia Cardinale e Franco Nero.[29]

In particolare, a Partinico fu girata la sequenza ambientata nella caserma dei carabinieri.[30]

Tra le preparazioni tradizionali legate a Partinico figura il muffoletto rî parrini, variante locale della muffuletta, pane della tradizione siciliana preparato con biga e semi di sesamo.[31]

Particolarmente caratteristica è la salsiccia pasqualora partinicese (in siciliano sasizza pasqualora partinicota), riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale siciliano. Il territorio di produzione indicato nella relativa scheda regionale coincide con il comune di Partinico.[32]

L'insaccato è preparato con carne suina per il 60% e ovina per il 40%, con l'aggiunta di sale marino, pepe, semi di finocchietto selvatico e vino bianco Catarratto. La carne, tradizionalmente tagliata a punta di coltello, viene insaccata in budello suino e suddivisa in porzioni legate con spago.[32] La preparazione deriva dalla tradizione agro-pastorale locale: i proprietari terrieri consentivano ai pastori di utilizzare i terreni per il pascolo ricevendo in cambio degli agnelli; la carne ovina eccedente il consumo pasquale veniva quindi mescolata con carne suina e trasformata in un insaccato maggiormente conservabile.[32]

Geografia antropica

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Tra le denominazioni tradizionalmente utilizzate per le diverse aree dell'abitato figurano Casa Santa, San Gioacchino, San Salvatore, Santa Caterina e Agonizzanti; tali denominazioni, in parte legate alle rispettive chiese, sono tuttora impiegate anche dall'amministrazione comunale per l'individuazione delle diverse zone urbane.[33]

Frazioni e località

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Borgo Parrini

Il principale nucleo rurale del territorio comunale è Borgo Parrini, situato a nord-est dell'abitato. Le sue origini risalgono tra il XVI e il XVII secolo e sono legate ai padri del Noviziato dei Gesuiti di Palermo, che acquistarono terreni agricoli nella zona; dalla denominazione siciliana dei religiosi, parrini, deriva il nome del borgo.[34]

Agli inizi del XVIII secolo i Gesuiti realizzarono nella contrada strutture destinate alla gestione delle proprietà agricole, tra cui magazzini, abitazioni e una chiesa dedicata a Maria Santissima del Rosario.[35] Nella chiesa è conservata una tavola raffigurante la Madonna del Rosario con santi domenicani e francescani, opera firmata dal pittore Geronimo Rizzardo e datata al 1600.[36]

Dopo un progressivo spopolamento nel corso del XX secolo, dalla fine degli anni Novanta alcuni edifici del borgo sono stati recuperati per iniziativa dell'imprenditore locale Giuseppe Gaglio. Gli interventi hanno introdotto facciate policrome, mosaici, ceramiche e decorazioni ispirate, tra gli altri riferimenti, all'opera dell'architetto catalano Antoni Gaudí.[37][34] La trasformazione ha contribuito alla notorietà turistica del borgo, divenuto negli anni successivi una delle attrazioni del territorio partinicese.[34]

L'economia di Partinico è storicamente legata al settore agricolo, favorito dalla presenza dell'omonima piana. Tra le principali coltivazioni del territorio figurano la vite, l'olivo e gli agrumi, cui si affiancano produzioni ortofrutticole.[38] Tradizionalmente sono praticate anche la coltivazione di ortaggi e frutta in serra e quella del mandorlo.[39]

La viticoltura ha avuto un ruolo rilevante nella storia economica locale, testimoniato anche dalla costruzione, all'inizio del XIX secolo, della Real Cantina Borbonica nell'ambito del Real Podere voluto da Ferdinando di Borbone.[40]

Accanto all'agricoltura si è sviluppato un tessuto economico diversificato. Secondo i dati InfoCamere elaborati dall'Ufficio statistica della Città metropolitana di Palermo, nel 2018 nel comune risultavano 2 272 imprese attive. Il settore maggiormente rappresentato era quello del commercio all'ingrosso e al dettaglio e della riparazione di autoveicoli, con 765 imprese attive, seguito dall'agricoltura, silvicoltura e pesca con 506, dalle costruzioni con 287 e dalle attività manifatturiere con 192.[41]

Nello stesso rilevamento risultavano inoltre 120 imprese attive nei servizi di alloggio e ristorazione, 62 nelle altre attività di servizi, 58 nelle attività professionali, scientifiche e tecniche e 56 nel noleggio, nelle agenzie di viaggio e nei servizi di supporto alle imprese.[41]

Nel settore artigianale sono tradizionalmente documentate le lavorazioni del legno e del ferro, oltre alla produzione di ceramica.[39]

Infrastrutture e trasporti

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Partinico è servita dall'autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo, alla quale è collegata mediante l'omonimo svincolo.

Il territorio comunale è attraversato dalla ferrovia Palermo-Trapani. La stazione di Partinico, situata a nord dell'abitato, è servita dai treni regionali di Trenitalia che percorrono la linea Piraineto-Trapani via Castelvetrano.[42][43]

La stazione dispone di due binari destinati al servizio viaggiatori.[42]

Amministrazione

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Sindaci e commissari straordinari

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Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
16 dicembre 1993 8 novembre 1999 Giacoma Cannizzo La Rete Sindaco
8 novembre 1999 1º maggio 2000 Lino Buscemi Commissario straordinario
1º maggio 2000 31 maggio 2005 Giuseppe Giordano Casa delle Libertà Sindaco
31 maggio 2005 8 ottobre 2007 Giuseppe Motisi La Margherita Sindaco
8 ottobre 2007 1º luglio 2008 Saverio Bonura Commissario straordinario
1º luglio 2008 31 maggio 2017 Salvatore Lo Biundo UdC Sindaco
31 maggio 2017 26 giugno 2018 Maurizio Agnese Commissario straordinario
26 giugno 2018 18 giugno 2019 Maurizio De Luca DiventeràBellissima Sindaco
19 giugno 2019 29 luglio 2020 Rosario Arena Commissario straordinario [44]
29 luglio 2020 4 dicembre 2020 Guido Nicolò Longo
Maria Baratta
Isabella Giusto
Commissione straordinaria [45]
4 dicembre 2020 12 novembre 2022 Concetta Caruso
Maria Baratta
Isabella Giusto
Commissione straordinaria [46][47]
13 novembre 2022 in carica Pietro Rao Centro-destra Sindaco [48]

La principale società calcistica cittadina è il 1959 Partinicaudace, che nel corso della propria attività ha partecipato ai campionati regionali siciliani, militando anche in Eccellenza, massimo livello regionale del calcio dilettantistico. Al termine della stagione 2024-2025 la squadra è retrocessa nel campionato di Promozione.[49]

Nella pallavolo opera l'ASD Volley Partinico, società attiva sia nell'attività agonistica sia nel settore giovanile.[50] Nel 2024 la società è stata insignita dal comitato provinciale di Palermo del Centro Sportivo Italiano del «Premio Eccellenze Sportive», riconoscimento assegnato per l'attività svolta nel territorio e per i risultati conseguiti dalle proprie formazioni.[51]

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. Partinico - Enciclopedia - Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 9 agosto 2026.
  5. Un raggio di storia siciliana: ovvero Partinico e i suoi dintorni, su books.google.it, Palermo, Stefano Marino, 1855, p. 49.
  6. 1 2 3 Piano comunale di protezione civile – Parte generale (PDF), su Comune di Partinico. URL consultato il 1º settembre 2026.
  7. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 Cenni storici, su Comune di Partinico. URL consultato il 1º settembre 2026.
  8. Partinico, su Città metropolitana di Palermo. URL consultato il 1º settembre 2026.
  9. 1 2 3 Partinico, su Treccani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 9 agosto 2026.
  10. Palazzi e Cantine, su Comune di Partinico. URL consultato il 1º settembre 2026.
  11. Archivio Borbone. Inventario. Volume secondo (PDF), su Direzione generale Archivi, Ministero della cultura. URL consultato il 1º settembre 2026.
  12. Archivio Nisseno (PDF), n. 3, Società Nissena di Storia Patria, 2008. URL consultato il 1º settembre 2026.
  13. Dolci, Danilo, su Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 1º settembre 2026.
  14. Chronology, su Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci. URL consultato il 1º settembre 2026.
  15. 1 2 Regolamento comunale del cerimoniale e dell'utilizzo dei simboli istituzionali (PDF), su Comune di Partinico. URL consultato il 1º settembre 2026.
  16. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Chiese e Santuari, su Comune di Partinico. URL consultato il 1º settembre 2026.
  17. Beata Pina Suriano – Partinico, su Arcidiocesi di Monreale. URL consultato il 1º settembre 2026.
  18. Palazzi e Cantine, su Comune di Partinico. URL consultato il 1º settembre 2026.
  19. 1 2 3 Torri e Fontane, su Comune di Partinico. URL consultato il 1º settembre 2026.
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