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Monteprandone

Coordinate: 42°55′12.92″N 13°50′07.87″E
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Monteprandone
comune
Monteprandone – Stemma
Monteprandone – Bandiera
Monteprandone – Veduta
Monteprandone – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Marche
Provincia Ascoli Piceno
Amministrazione
SindacoSergio Loggi (lista civica Cittadini in comune) dal 27-5-2019 (2º mandato dal 10-6-2024)
Territorio
Coordinate42°55′12.92″N 13°50′07.87″E
Altitudine273 e 253 m s.l.m.
Superficie26,38 km²
Abitanti13 104[1] (31-5-2026)
Densità496,74 ab./km²
FrazioniCentobuchi
Comuni confinantiAcquaviva Picena, Colonnella (TE), Controguerra (TE), Martinsicuro (TE), Monsampolo del Tronto, San Benedetto del Tronto
Altre informazioni
Cod. postale63076
Prefisso0735
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT044045
Cod. catastaleF591
TargaAP
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona D, 1 951 GG[3]
Nome abitantimonteprandonesi
Patronosan Giacomo della Marca
Giorno festivo28 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monteprandone
Monteprandone
Monteprandone – Mappa
Monteprandone – Mappa
Posizione del comune di Monteprandone nella provincia di Ascoli Piceno
Sito istituzionale

Monteprandone è un comune italiano di abitanti[1] della provincia di Ascoli Piceno nelle Marche. Il suo nucleo storico d'origine, che conserva intatto l'antico incasato medievale, fa parte del circuito de I borghi più belli d'Italia.[4][5][6]

Geografia fisica

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Veduta panoramica del nucleo storico collinare di Monteprandone.

Il centro urbano è situato nel comparto del subappennino marchigiano, posto nell'immediato entroterra di San Benedetto del Tronto, a soli 5 km di distanza dalla costa del mare Adriatico. L'abitato si sviluppa lungo la cresta di una breve dorsale collinare, preposta a dividere la valle del torrente Ragnola, disposta a nord, da quella del fiume Tronto, collocata a sud.

L'unica frazione del territorio comunale è Centobuchi, nucleo localizzato lungo il tracciato della via Salaria e caratterizzato da una forte espansione demografica ed edilizia. Lo sviluppo della frazione è storicamente correlato alla prossimità con le grandi arterie di comunicazione stradale e con la progressiva urbanizzazione dell'asse vallivo che connette la periferia costiera sambenedettese al capoluogo di provincia, Ascoli Piceno, dal quale dista circa 20 km.

Origini del nome

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Sotto il profilo etimologico e leggendario, la tradizione storiografica orale fa risalire l'erezione del primo nucleo castellano al IX secolo, attribuendola a un cavaliere franco al seguito delle armate di Carlo Magno. Il nome del militare sarebbe stato Brandone o Prandone, antroponimo dal quale derivò la successiva denominazione del castello e del borgo.

Il documento diplomatico più antico d'archivio recante menzione di Monteprandone e della sua fortezza risale all'agosto 1039. L'atto attesta l'atto di donazione operato da Guido e Longino, descritti come viros germanos, i quali cedettero il borgo e la primitiva chiesa di San Nicola di Bari al patrimonio fondiario del monastero benedettino dell'abbazia di Farfa, situato nella Sabina. Il cenobio laziale mantenne la giurisdizione signorile sul castello fino al 1292, anno in cui la popolazione locale deliberò spontaneamente di porsi sotto la protezione amministrativa e militare del libero comune di Ascoli.

Il vincolo politico con la città ascolana fu consolidato da papa Giovanni XXII, il quale, mediante l'emanazione della bolla pontificia del 13 maggio 1323, concesse in feudo perpetuo ad Ascoli il tratto di territorio compreso tra i corsi del Tronto e del Ragnola, formalizzando una ritorsione geopolitica contro la ribelle Fermo. L'operazione garantì ad Ascoli uno strategico sbocco commerciale sul mare e annetté alla giurisdizione di Monteprandone la località di Montecretaccio, area sotto la quale si sarebbe successivamente sviluppato lo scalo marittimo di Porto d'Ascoli.

A causa dello status di comunità rurale del contado ascolano, l'incasato non poté generare patriziato o nobiltà civica; pur tuttavia, l'ordinamento locale consentiva alla comunità di Monteprandone di designare il proprio podestà estraendolo da una terna di nobili ascolani. Tra il XIV secolo e il XV secolo la cerchia muraria incorporò altri tre rilievi collinari adiacenti (Montetinello, Monterone e Monticelli), definendo l'assetto dei cinque colli storici.

Nel 1935, a seguito di reiterati tentativi amministrativi promossi nei decenni precedenti, un decreto regio dispose il distacco della frazione di Porto d'Ascoli dal territorio di Monteprandone e la sua contestuale annessione al comune di San Benedetto del Tronto, operazione resa necessaria dall'espansione demografica e dalle esigenze di spazio della municipalità costiera.

Il comune adotta come propri emblemi araldici lo stemma e il gonfalone civico tradizionali, storicamente in uso fin dal XV secolo:

Stemma
«Scudo sagomato: d'azzurro, al monte all'italiana di cinque cime di verde, movente dalla punta, sostenente un giglio d'oro, sormontato da tre gigli dello stesso, posti fra i quattro pendenti di un lambello di rosso. Lo scudo è timbrato da una corona ducale.»

L'assetto grafico dei cinque colli riuniti illustra araldicamente l'unione storica dei territori e dei castelli di Monteprandone, Monterone, Montetinello, Monticello e Montecretaccio.[7]

Gonfalone

L'emblema è costituito da un drappo di colore bianco, ricamato con le insegne dello stemma comunale.

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture civili e militari

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Tratto della cinta muraria
Scorcio dell'antico borgo

Mura castellane

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La cinta muraria di Monteprandone, edificata originariamente attorno al XV secolo, cinge la sommità del colle sul quale sorge il nucleo storico dell'abitato. Sotto il profilo dell'architettura militare, il perimetro fortificato si articola su un impianto a pianta ovoidale, ritmato da una successione di torri di guardia preposte alla vigilanza e al tiro di difesa, ed è rinforzato alla base da imponenti murature a scarpa realizzate per resistere ai colpi delle prime bombarde. Nel corso dei decenni, il complesso difensivo fu progressivamente aggiornato e potenziato per fronteggiare le incursioni della flotta ottomana e le scorrerie dei pirati balcanici, noti storicamente come uscocchi, che imperversavano lungo le rotte commerciali del mare Adriatico.[8][9][10]

L'accessibilità al vecchio incasato era originariamente garantita esclusivamente da due varchi monumentali:

  • Porta da Monte: varco monumentale ed elemento di fortificazione edificato tra la fine del XIV secolo e gli inizi del XV secolo. Ubicata sul versante occidentale del borgo di Monteprandone, la struttura fu presumibilmente risparmiata dalle distruzioni provocate nel corso del celebre assedio del 1557 ad opera del viceré di Napoli Fernando Álvarez de Toledo y Pimentel (duca d'Alba). Sotto il profilo architettonico, la porta è interamente edificata in laterizio ed è caratterizzata da un'apertura con arco a tutto sesto, inquadrata da una cornice protettiva speculare edificata nel 1826. Il coronamento superiore della fabbrica conserva l'apparato sporgente difensivo provvisto di beccatelli, nel quale sono tuttora visibili le feritoie e i fori di ancoraggio originari adibiti al passaggio delle catene del ponte levatoio. Al pari di quanto riscontrabile per la scomparsa Porta da Mare, sul prospetto dell'infrastruttura è incastonata un'epigrafe commemorative in travertino datata 1642;
  • Porta da Mare: disposta sul versante orientale, andò interamente demolita agli inizi del XX secolo e sorgeva in corrispondenza dell'area pubblica adiacente all'odierno palazzo municipale.

Il settore meridionale della cortina muraria, oggetto di mirati interventi di restauro conservativo, risulta tra i meglio preservati dell'intero impianto. Nonostante la successiva antropizzazione storica, che nel corso dei secoli ha visto l'edificazione di civili abitazioni a ridosso dei vecchi camminamenti di ronda militari, la struttura conserva gran parte dei suoi elementi architettonici originari, come i contrafforti e i torrioni scarpati; su uno di questi, parzialmente riadattato a loggione panoramico privato, è tuttora visibile un antico stemma scalpellato della municipalità.

Architetture religiose

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Chiesa di San Nicola di Bari

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Chiesa di San Nicola di Bari

È detta anche chiesa di San Niccolò. Di origine molto antica, in quanto nell'attuale territorio di Monteprandone esisteva già ai primi secoli dell'era cristiana la pieve di San Donato, testimonianza della presenza viva di una comunità cristiana delle origini, collegata con la vicina Truentum (oggi Martinsicuro).

Nell'Alto Medioevo, questo territorio con i suoi castelli di Sculcula e di Monte Cretaccio e le sue chiese fu sottoposto al vescovo di Fermo e all'abbazia di Farfa. L'attuale chiesa parrocchiale, nata ab immemorabili dall'antico monastero farfense di San Leonardo, fu elevata a Collegiata nel 1507. Ristrutturata fra il 1639 e il 1658, fu completamente rifatta nei primi anni dell'Ottocento in stile neoclassico su disegno dell'architetto Pietro Maggi e fu riconsacrata da monsignor Bufarini nel 1858[11].

Al suo interno si conserva un crocifisso ligneo trecentesco e un organo a canne realizzato su disegno del perugino Angelo Morettini nel 1839. Si tratta di uno dei primi organi moderni racchiuso in una cassa di risonanza in legno ad uno scomparto. I Morettini furono una famiglia di costruttori d'organo la cui attività ha poi attraversato tutto il XIX secolo.[12]

Santuario di Santa Maria delle Grazie

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Santuario di Santa Maria delle Grazie

Si trova a 1,5 km dal centro abitato e fa parte del complesso del convento francescano eretto nel 1449 per iniziativa di san Giacomo della Marca, il più illustre cittadino di questa terra, le cui spoglie sono conservate all'interno della chiesa. Il santuario custodisce un trittico del XIV secolo e diverse opere di Vincenzo Pagani e Cola d'Amatrice. Di rilievo è anche il chiostro cinquecentesco del convento (noto anche come convento di San Giacomo).

Altri luoghi di culto

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  • Casa natale di San Giacomo della Marca;
  • Chiesa Madonna della Speranza o della Misericordia;
  • Chiesa di San Giuseppe;
  • Chiesa di San Leonardo;
  • Chiesa di Sant'Anna

Museo civico dei codici di San Giacomo della Marca

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Il Museo ha sede all'interno dei locali del piano terra del Palazzo Comunale, configurandosi come un polo d'eccezione per la tutela del patrimonio librario e filologico del territorio piceno. L'istituzione espositiva custodisce la parte più cospicua della quattrocentesca Libreria di San Giacomo, preziosa raccolta istituita dal teologo e frate francescano originario di Monteprandone per favorire l'istruzione e lo studio dei confratelli marchigiani.[4]

Sotto il profilo bibliografico, la collezione permanente si compone di 54 codici manoscritti membranacei e cartacei superstiti, in gran parte risalenti a un arco temporale compreso tra il XIV secolo e il XV secolo, e ritmati da pregevoli apparati decorativi in miniatura e capilettera storiati. Il nucleo documentale più antico è rappresentato da un codice pergamenaceo datato tra il IX secolo e il X secolo, contenente testi teologici della patristica e opere di autori della letteratura classica e della filosofia antica come Cicerone, Seneca, Aristotele, Boezio, san Bonaventura, san Giovanni Damasceno e sant'Agostino.

All'interno delle teche espositive, dotate di sistemi per il monitoraggio igrometrico dell'aria e per la schermatura dai raggi ultravioletti, sono inoltre protetti quattro rari volumi autografi contenenti i sermoni e le prediche del santo, un catalogo storico d'archivio e una lettera autografa indirizzata a san Giovanni da Capestrano, firmata a Roma il 14 dicembre 1455. Il patrimonio archivistico comunale comprende infine le antiche pergamene medievali e i diplomi del locale castello.

La collezione libraria è stata interamente recuperata e restituita alla fruizione pubblica a seguito di una coordinata campagna di restauro conservativo, completata sotto la direzione scientifica dei laboratori dell'Opificio delle pietre dure di Firenze.[13] Il rilievo storiografico del museo ha attratto l'interesse di centri accademici e istituti di ricerca internazionali sul francescanesimo; tra il 2011 e il 2012 il plesso è stato oggetto di campagne di ricognizione filologica e censimento digitale coordinate dall'Accademia culturale ungherese in Italia e dal dipartimento di studi storici dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro.[14][15]

Museo parrocchiale di arte sacra

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Il Museo parrocchiale di arte sacra è allestito all'interno degli spazi monumentali della navata dell'ex collegiata del borgo, un ambiente nel quale si conservano parzialmente elementi di affreschi parietali datati tra il XIV e il XVI secolo. Il polo espositivo raccoglie, tutela e presenta al pubblico il patrimonio storico e artistico della parrocchia di San Nicolò di Bari, tra cui dipinti su tela, argenterie liturgiche e reliquiari. Tra le opere plastiche di maggior pregio si segnalano un crocifisso ligneo scolpito nel XIII secolo e una statua della Madonna di Loreto risalente al XVI secolo, oltre a un nucleo espositivo interamente dedicato all'iconografia di san Giacomo della Marca.[4][16][17]

Museo del santuario di San Giacomo della Marca

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Il Museo del santuario di San Giacomo della Marca, integrato all'interno della rete museale territoriale dei Musei Sistini del Piceno, ha sede nei locali attigui al chiostro del santuario di Santa Maria delle Grazie. La collezione permanente accoglie ed espone paramenti sacri, suppellettili liturgiche e oggetti personali appartenuti al santo francescano, unitamente a opere d'arte sacra eseguite tra il XVI e il XIX secolo. L'itinerario espositivo comprende il corredo liturgico originario del predicatore (composto dalle storiche vesti e dal crocifisso da viaggio), il sigillo bronzeo recante il monogramma bernardiniano col nome di Gesù e un busto ligneo ritratto scolpito nel XVII secolo.[4][18]

Architetture civili

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Palazzo municipale

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Il palazzo municipale

Il Palazzo Municipale è la sede istituzionale dell'amministrazione comunale. Sotto il profilo urbanistico, l'erezione del plesso ottocentesco si compì per sostituire la preesistente sede municipale, demolita tra il 1867 e il 1876 insieme alla Porta del Mare e a una parte delle mura castellane per iniziativa dell'assessore Vincenzo Laurenti. Il disegno del nuovo palazzo fu approvato nel 1874, mentre l'appalto per la costruzione venne affidato nel 1876 alla ditta Veccia-Fontana. I lavori, avviati nel 1877, si conclusero nel 1882 e l'edificio fu collaudato nel 1885.

La fabbrica si articola su tre livelli più un piano seminterrato e un sottotetto. Il prospetto principale, affacciato su Piazza dell'Aquila, è preceduto al piano terra da un loggiato voltato a crociera che ospita il sacrario commemorativo con le lapidi dei cittadini caduti nel corso della prima e della seconda guerra mondiale. L'ultimo piano del palazzo era storicamente adibito a teatro cittadino, decorato dal maestro Silvio Vespasiani, autore anche dei dipinti sui soffitti del primo piano e del loggiato. Lesionato gravemente dal terremoto del Centro Italia del 2016, l'edificio è stato sottoposto a un proficuo intervento di restauro, risanamento conservativo e miglioramento sismico (con l'introduzione di un impianto geotermico), venendo ufficialmente riaperto e inaugurato nel novembre 2024.

Il palazzo ospita nei propri ambienti di rappresentanza il Museo Civico-Libreria San Giacomo della Marca, che custodisce la storica collezione bibliografica di san Giacomo della Marca, costituita da una preziosa raccolta di 64 codici manoscritti quattrocenteschi appartenuti al teologo francescano, protetti all'interno di specifiche teche e strutturati in un percorso espositivo permanente.[19][20][21]

Palazzo Campanelli

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Edificio signorile ed elemento di rilievo dell'edilizia storica civile del borgo, conserva significativi elementi stilistici della struttura originaria eretta nel corso del XVI secolo, rintracciabili lungo i prospetti laterali e nel disegno delle aperture della facciata. Il prospetto principale fu interamente riorganizzato e ricostruito durante successivi interventi di consolidamento e restyling eseguiti tra il Settecento e il Ottocento.

Palazzo Parissi

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Edificio di pregio storico e civile eretto nella seconda metà del XVI secolo da maestranze edili locali. Sotto il profilo urbanistico, il palazzo sorge addossato al perimetro delle antiche cortine e delle mura fortificate del vecchio incasato.

Edificio storico civile sviluppato su tre livelli di piano, trae la propria denominazione dall'omonimo nucleo familiare di Monteprandone che vi risiedette nel corso del XVII secolo. Successivamente l'immobile fu acquistato dalla famiglia Rosati, la quale promosse l'inserimento sul portale d'ingresso del proprio stemma araldico gentilizio, scolpito tra la fine del Settecento e gli inizi del Ottocento.

Palazzo Zappasodi

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Edificio storico civile situato nel nucleo storico del borgo, rappresenta un'ulteriore testimonianza dell'edilizia gentilizia locale. Caratterizzato da una stratificazione architettonica che ne testimonia l'importanza d'uso nel corso dei secoli, mostra elementi strutturali d'epoca moderna ben integrati nel tessuto urbano castellano.

Tradizione e folclore

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  • Novembre - Festa del patrono san Giacomo della Marca: si svolge ogni anno il 28 novembre con eventi religiosi e civili che spaziano dalla spiritualità all'enogastronomia, fino all'arte e alla natura. Si tratta di una settimana di celebrazioni in onore del santo, patrono del comune e compatrono della regione Marche.[22][23]
  • Luglio - Festa di sant'Anna: si tiene annualmente nel mese di luglio nella frazione di Centobuchi, ed è caratterizzata da una rinomata sagra gastronomica.[24][25]

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[26]

Monteprandone rappresenta una delle più rilevanti eccezioni demografiche all'interno della provincia di Ascoli Piceno, avendo registrato una costante crescita demografica in netto contrasto con il declino generale delle aree interne e dell'intero territorio nazionale. La popolazione è passata dai 2 557 abitanti registrati all'inizio del Regno d'Italia agli oltre 13 000 residenti rilevati al 31 dicembre 2025. Questo significativo incremento della popolazione è stato trainato principalmente dallo sviluppo socio-economico della frazione di Centobuchi. La frazione, grazie alla sua conformazione pianeggiante e alla vicinanza strategica con la città di San Benedetto del Tronto, si è affermata nel corso dei decenni come il principale motore industriale, manifatturiero e commerciale dell'area meridionale delle Marche. Lo sviluppo demografico e urbanistico della frazione è stato supportato da una pianificazione comunale incentrata sulla realizzazione di infrastrutture, nuove aree verdi e spazi di aggregazione sociale.[27]

Etnie e minoranze straniere

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Secondo i dati ISTAT al 1 gennaio 2025 la popolazione straniera residente era di 1 171 persone (9,0%). Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:[28]

La tradizionale economia agricola, incentrata sulle produzioni tipiche dell'olio di oliva e del vino, costituisce oggi una voce secondaria rispetto al settore secondario e terziario. Negli ultimi decenni si è infatti registrato lo sviluppo di una solida area industriale e commerciale nella frazione di Centobuchi, dove sorgono numerose attività produttive, alcune delle quali di grandi dimensioni. Tra i comparti più rilevanti spiccano l'industria aeronautica (con la produzione di elicotteri), la manifattura di mobili per l'arredo bagno e l'industria agroalimentare specializzata nella trasformazione dei prodotti ortofrutticoli.

Un ruolo di crescente rilievo economico è rivestito dal turismo, favorito sia dalla vicinanza geografica con San Benedetto del Tronto e la Riviera delle Palme sia dal patrimonio storico del centro storico; nel 2023 il comune è stato ufficialmente ammesso nel club de I borghi più belli d'Italia.[29][30][31] Il settore ricettivo ha mostrato una marcata tendenza alla crescita, registrando nel 2025 un totale di 13 624 presenze turistiche, pari a un incremento del 49% rispetto all'anno precedente, il dato percentuale più alto rilevato all'interno del territorio piceno.[32] Completano il quadro economico le svariate attività del commercio, attive sia al dettaglio sia all'ingrosso.

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Vista del borgo di Monteprandone dalla contrada Santa Lucia a San Benedetto del Tronto

Infrastrutture e trasporti

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La località è servita dalla fermata ferroviaria Monteprandone, posta lungo la ferrovia Ascoli Piceno-San Benedetto del Tronto e servita dalle relazioni regionali Trenitalia svolte nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Marche.

Mobilità urbana

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Il trasporto pubblico suburbano a Monteprandone è gestito con autocorse svolte dalla società START.

Amministrazione

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Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 giugno 1985 2 agosto 1990 Antonio Forlini Partito Comunista Italiano Sindaco [33]
2 agosto 1990 15 maggio 1991[34] Giacinto Barbizzi Partito Comunista Italiano Sindaco [33]
15 maggio 1991 23 settembre 1993[34] Antonio Forlini Partito Democratico della Sinistra Sindaco [33]
23 settembre 1993 22 agosto 1994[34] Giovanni Casaburo Democrazia Cristiana Sindaco [33]
29 agosto 1994 24 aprile 1995 Orlando Ruggieri Partito della Rifondazione Comunista Sindaco [33]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Orlando Ruggieri Lista civica Sindaco [33]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Orlando Ruggieri Lista civica Sindaco [33]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Bruno Menzietti Lista civica Sindaco [33]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Stefano Stracci Lista civica Sindaco [33]
26 maggio 2014 27 maggio 2019 Stefano Stracci Lista civica Uniti per la città Sindaco [33]
27 maggio 2019 10 giugno 2024 Sergio Loggi Lista civica Sindaco [33]
10 giugno 2024 in carica Sergio Loggi Lista civica Cittadini in comune Sindaco [33]
  • Italia (bandiera) Castiglione delle Stiviere[senza fonte]

Il comune è riconosciuto per la valorizzazione del talento giovanile locale in diverse discipline, supportata da strutture come la Cittadella dello Sport "Amedeo Pelliccioni" e il Palasport "Collegioioso". Gli sport più praticati come numero di atleti coinvolti sono il Calcio a 11, la Pallavolo Femminile e il Pattinaggio. Gli sport di squadra che si sono distinti a livello Nazionale sono invece la Pallamano (asd HC Monteprandone - Serie A) e il Calcio a 5 Femminile (asd Futsal Prandone - Seria A2).

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. 1 2 3 4 Monteprandone, su borghipiubelliditalia.it. URL consultato l'8 agosto 2026.
  5. Alessandra Maggi, Borghi più belli d’Italia: altre 7 new entry nel 2023, su viaggi.corriere.it, 4 dicembre 2023. URL consultato l'8 agosto 2026.
  6. Monteprandone, su e-borghi.com. URL consultato l'8 agosto 2026.
  7. Massimo Ghirardi e Alessandro Neri, Monteprandone, su araldicacivica.it. URL consultato il 6 agosto 2026.
  8. TORRE NORD-OVEST, su regione.marche.it. URL consultato l'8 agosto 2026.
  9. Mura urbiche, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato l'8 agosto 2026.
  10. Redazione Buone Notizie, Le mura di Monteprandone e la Palena di Modugno: nuovi Borghi più belli d’Italia, su corriere.it, 26 novembre 2023. URL consultato l'8 agosto 2026.
  11. Parrocchia San Niccolò, su Diocesi di San Benedetto del Tronto, Ripatransone, Montalto. URL consultato il 16 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 5 giugno 2015).
  12. Il suono dell'organo per il duecentenario verdiano, in L'Osservatore Quotidiano, 11 luglio 2013. URL consultato il 20 ottobre 2022 (archiviato dall'url originale il 17 luglio 2013).
  13. L'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e le sue opere di restauro sui Codici, su comune.monteprandone.ap.it. URL consultato l'8 agosto 2026.
  14. Claudia Cinciripini, I codici di San Giacomo della Marca conquistano l'Ungheria, in Riviera Oggi, 4 novembre 2011. URL consultato l'8 agosto 2026.
  15. Claudia Cinciripini, I codici di San Giacomo conquistano l'Università di Bari, in Riviera Oggi, 15 maggio 2012. URL consultato l'8 agosto 2026.
  16. Museo di Arte Sacra Monteprandone, su sanniccolomonteprandone.it. URL consultato l'8 agosto 2026.
  17. Museo di Arte Sacra, su terredelpiceno.it. URL consultato l'8 agosto 2026.
  18. Museo del Santuario di S. Giacomo della Marca Monteprandone, su museidelpiceno.it. URL consultato l'8 agosto 2026.
  19. Visita guidata al Municipio di Monteprandone, su fondoambiente.it. URL consultato l'8 agosto 2026.
  20. Municipio di Monteprandone, lavori in corso: fine prevista per l’estate, su regione.marche.it, 27 gennaio 2023. URL consultato l'8 agosto 2026.
  21. Redazione, Riapre il Palazzo Comunale di Monteprandone, su ancoraonline.it, 25 novembre 2024. URL consultato l'8 agosto 2026.
  22. Festa di san Giacomo della Marca, su terradeifioretti.it. URL consultato l'8 agosto 2026.
  23. Redazione, Monteprandone celebra San Giacomo della Marca: due giorni di eventi tra fede, cultura e tradizioni, su cronachepicene.it, 25 novembre 2025. URL consultato l'8 agosto 2026.
  24. Redazione, Monteprandone si prepara a celebrare la caratteristica Festa di Sant’Anna: vent’anni di tradizione tra fede, gastronomia e spettacoli, su picenonews24.it, 12 luglio 2026. URL consultato l'8 agosto 2026.
  25. Carletta Di Blasio, FOTO Tutto pronto per la Festa in onore di Sant’Anna a Monteprandone, il programma, su ancoraonline.it, 13 luglio 2026. URL consultato l'8 agosto 2026.
  26. Dati tratti da:
  27. Boom demografico a Monteprandone. La popolazione cresce del 19%: “Qui si vive bene, ecco perché”, su lanuovariviera.it, 30 gennaio 2023. URL consultato l'8 agosto 2026.
  28. Cittadini stranieri Monteprandone 2025, su tuttitalia.it. URL consultato l'8 agosto 2026.
  29. Monteprandone entra nella hit dei borghi più belli d'Italia: ha superato i test dell'Associazione, in Corriere Adriatico, 9 novembre 2023. URL consultato l'11 novembre 2023.
  30. Monteprandone nel club dei “Borghi più belli d’Italia”, in cronachemarche.it, 10 novembre 2023. URL consultato l'11 novembre 2023.
  31. Gabriele Vecchioni, Monteprandone, borgo dalla doppia anima, su cronachepicene.it, 14 luglio 2025. URL consultato l'8 agosto 2026.
  32. Redazione, Monteprandone, nel 2025 raggiunte 13.624 presenze (+49%): è l’incremento più alto del Piceno, su cronachepicene.it, 7 agosto 2026. URL consultato l'8 agosto 2026.
  33. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 https://amministratori.interno.it/
  34. 1 2 3 Dimissionario

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Collegamenti esterni

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