Médiaszolgáltatás-támogató és Vagyonkezelő Alap
| Médiaszolgáltatás-támogató és Vagyonkezelő Alap (MTVA) | |
|---|---|
| Stato | |
| Forma societaria | Società per azioni |
| Fondazione | 1º gennaio 2011 a Budapest |
| Fondata da | Assemblea nazionale |
| Chiusura | 26 luglio 2026 per voto dell'Assemblea nazionale |
| Sede principale | 1037 Budapest, Kunigunda útja 64 |
| Gruppo | Nemzeti Média- és Hírközlési Hatóság (NMHH) |
| Controllate | Duna Média, Magyar Távirati Iroda |
| Persone chiave | András Horváth (amministratore delegato ad interim) |
| Settore | Mezzi di comunicazione di massa |
| Prodotti | Canali radio, canali televisivi, editoria |
| Fatturato | 70,1 miliardi di HUF (225 milioni €) |
| Sito web | mtva.hu/ |
Il Médiaszolgáltatás-támogató és Vagyonkezelő Alap (Fondo fiduciario per il supporto e i servizi media), conosciuto anche attraverso l'acronimo MTVA, è stato un ente pubblico ungherese controllato dallo Stato ungherese attraverso il Nemzeti Média- és Hírközlési Hatóság (NMHH, Autorità nazionale per i media e le infocomunicazioni) in esclusiva del servizio pubblico radiofonico e televisivo in Ungheria.
Istituito il 1° gennaio 2011 nell'ambito di una riforma del sistema mediatico ungherese emanata dal Governo Orbán II, MTVA svolgeva de iure un ruolo centrale nel supporto alla produzione e diffusione dei contenuti radiotelevisivi, nonché nella gestione delle infrastrutture e del patrimonio dei principali organi di informazione pubblica del paese, con l'obiettivo di garantire un'offerta mediatica coerente e accessibile. De facto l'ente è stato oggetto di dibattito pubblico e internazionale riguardo al suo ruolo nel sistema dell'informazione e al basso livello di indipendenza editoriale dei media pubblici in Ungheria.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]L'ente MTVA raggruppa le quattro società del servizio di media pubblici in Ungheria: le emittenti televisive Magyar Televízió (MTV) e Duna Televízió (Duna TV), la stazione radiofonica Magyar Rádió (MR) e l'agenzia di stampa pubblica Magyar Távirati Iroda (MTI). Contestualmente, alla MTI è stato attribuito il diritto esclusivo di produrre contenuti informativi destinati agli operatori radiotelevisivi pubblici.[1][2][3]
Le tre emittenti radiotelevisive hanno continuato a operare come entità distinte fino al 1º luglio 2015, quando sono state integrate in un'unica società di radiodiffusione denominata Duna Média. Tale organizzazione senza scopo di lucro costituisce il successore giuridico delle tre entità precedentemente separate e gestite da MTVA.[4] Il canale Duna è successivamente divenuto il principale canale generalista dell'emittente, sostituendo M1, il primo canale di Magyar Televízió e il più antico del paese, che ha modificato il proprio palinsesto assumendo una programmazione esclusivamente informativa.
Tra le altre funzioni, la MTVA è responsabile della distribuzione dei fondi e delle risorse ai diversi dipartimenti di Duna Média. La maggior parte del personale impiegato presso Duna Média è assunta tramite la MTVA. Secondo quanto riportato dall'Assemblea nazionale ungherese, l'MTVA mira inoltre a sviluppare relazioni di collaborazione con l'emittente pubblica britannica BBC.[5]
Chiusura
[modifica | modifica wikitesto]Dopo che il governo guidato da Péter Magyar ha respinto il bilancio relativo all'anno 2025 predisposto dal Nemzeti Média- és Hírközlési Hatóság (NMHH),[6][7] il 12 giugno 2026 è stato presentato all'Assemblea nazionale un nuovo disegno di legge volto a riformare la normativa sui servizi di media e sulla comunicazione di massa. La proposta, promossa dal governo, aveva l'obiettivo di riorganizzare il sistema dei media di servizio pubblico e di istituire una nuova struttura indipendente. Il testo prevedeva la soppressione di MTVA e di Duna Média, le cui funzioni sarebbero confluite nella nuova emittente pubblica Magyar Rádió és Televízió (MRTV).[8]
Secondo il disegno di legge, la nuova emittente avrebbe assunto la gestione dei servizi pubblici radiofonici, televisivi e digitali, l'amministrazione del patrimonio del servizio pubblico e la produzione dei relativi contenuti. La riforma prevedeva inoltre l'abolizione del Nemzeti Média- és Hírközlési Hatóság (NMHH), le cui competenze sarebbero state trasferite al Független Közmédia Testület (FKT, Ente indipendente per i media pubblici), incaricato di esercitare la vigilanza sulla proprietà degli operatori del servizio pubblico.
Il disegno di legge disponeva inoltre il ripristino dell'autonomia della Magyar Távirati Iroda (MTI), che sarebbe tornata a operare come ente distinto dal servizio pubblico, riassumendo il ruolo di agenzia di stampa nazionale. Tra i principi ispiratori della riforma figuravano l'indipendenza editoriale, l'autonomia dai poteri politici ed economici, l'imparzialità dell'informazione, il controllo da parte della società civile e la trasparenza amministrativa.
Il disegno di legge è stato approvato dall'Assemblea nazionale con la maggioranza qualificata dei due terzi il 23 giugno 2026.[9][10] Il successivo 26 luglio, MTVA ha ufficialmente cessato le proprie attività in seguito alla sua incorporazione in Duna Média. Le attività e le funzioni dell'ente sono state trasferite all'organizzazione risultante dalla fusione, che continuerà ad operare fino all'effettiva istituzione della Magyar Rádió és Televízió.[11]
Servizi
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MTVA svolgeva la funzione di servizio pubblico radiotelevisivo. Operava 6 canali televisivi e 8 canali radiofonici.
Canali televisivi
[modifica | modifica wikitesto]- Duna: Canale generalista.
- Duna World: Canale internazionale per gli ungheresi che vivono all'estero.
- M1: Canale all news. Trasmette telegiornali e programmi di approfondimento. I tg sono anche nelle lingue tedesca, inglese, cinese e russa.
- M2: Canale per bambini. Tutte le sere va in onda il programma-fiume M2 Petőfi, per i giovani di età 14-38.
- M4 Sport: Canale dello sport. Trasmette i giochi olimpici e la Formula 1.
- M5: Canale della cultura.
Canali radiofonici
[modifica | modifica wikitesto]- Kossuth Rádió: L'emittente radiofonica delle notizie e dei programmi d'approfondimento.
- Petőfi Rádió: L'emittente radiofonica dei giovani con trasmissione di musica di pop e rock.
- Bartók Rádió: L'emittente radiofonica della musica classica.
- Dankó Rádió: L'emittente radiofonica della musica etnica e operetta.
- Szakcsi Rádió: L'emittente radiofonica della musica jazz.
- Nemzeti Sportrádió: L'emittente radiofonica dei programmi sportivi.
- Csukás Meserádió: L'emittente radiofonica per bambini.
- Nemzetiségi Adások (in italiano: Programma delle minoranze): Trasmette programmi nelle madrelingue delle minoranze nell'Ungheria.
Chiusi
[modifica | modifica wikitesto]- M3 (2013-2019): Canale che riproponeva programmi d'archivio, film e documentari. È diventato un servizio online a partire dal 1º maggio 2019.
- M3D (2012): Canale sperimentale dedicato alla trasmissioni di programmi d'archivio, film e documentari in 3D.
- M4K: Progetto sperimentale per un canale televisivo dedicato a programmi trasmessi in 4K.
- M6: Progetto sperimentale per un canale televisivo dedicato alla programmazione regionale.
- Info TV (2013-2014): Canale televisivo dedicato alla transizione alla televisione digitale.
- Régió Rádió (2004-2012): Stazione radiofonica dedicata al servizio regionale e alle informazioni locali. La stazione operava in cinque sedi: Debrecen, Győr, Miskolc, Pécs e Seghedino.
- Dalok és Dallamok (2009-2012): L'emittente radiofonica dedicata musica etnica e operetta. È stata successivamente sostituita da Dankó Rádió.
- Árvízvédelmi Rádió (2013): L'emittente radiofonica temporanea con lo scopo principale di fornire informazioni di emergenza durante le piene e le alluvioni dell'Europa centrale del 2013.
- Duna World Rádió (2012-2024): L'emittente radiofonica internazionale dedicata alla programmazione per la diaspora ungherese.
Controversie
[modifica | modifica wikitesto]Nel corso degli anni, MTVA è stata oggetto di numerose controversie, soprattutto in relazione all'indipendenza editoriale e al pluralismo dell'informazione. Diversi rapporti di organizzazioni internazionali e studi accademici hanno evidenziato come il sistema dei media pubblici ungheresi sia caratterizzato da una significativa influenza governativa, sollevando dubbi sulla trasparenza e sull'autonomia delle scelte editoriali.[12][13] Ulteriori critiche hanno riguardato le ristrutturazioni del personale successive alle riforme mediatiche introdotte dopo il 2010. Secondo diverse organizzazioni per i diritti umani, tali cambiamenti avrebbero comportato il licenziamento di oltre 1.600 giornalisti e operatori del settore, contribuendo a ridefinire l'assetto interno dei media pubblici e a rafforzare il controllo politico sulle redazioni.[14]
L'operato di MTVA è stato inoltre frequentemente associato ad accuse di parzialità a favore del governo guidato da Viktor Orbán. Osservatori indipendenti, esponenti dell'opposizione e organizzazioni internazionali hanno descritto il sistema mediatico pubblico ungherese come caratterizzato da una limitata pluralità di opinioni e da una copertura ritenuta sbilanciata delle questioni politiche.[15][16] Tali critiche si sono riflesse anche in manifestazioni e proteste pubbliche, durante le quali gruppi di cittadini hanno denunciato l'utilizzo dei media statali come strumento di propaganda finanziato con risorse pubbliche, chiedendo un maggiore equilibrio nell'accesso ai mezzi di comunicazione da parte delle diverse forze politiche.[17][18]
Nel 2011, l'allora direttore di MTVA Dániel Papp fu coinvolto in una controversia legata alla manipolazione di un servizio giornalistico riguardante l'europarlamentare Daniel Cohn-Bendit. Il montaggio del servizio lasciava intendere che il politico si fosse sottratto alle domande di un giornalista relative a presunte accuse di abusi su minori. La successiva diffusione delle riprese integrali dimostrò tuttavia che Cohn-Bendit aveva effettivamente risposto alle domande, respingendo le accuse. Nonostante le polemiche, Papp fu successivamente nominato amministratore delegato dell'ente.[19] Nello stesso anno emerse un ulteriore caso controverso quando, durante un servizio dedicato a una conferenza stampa, il volto di Zoltán Lomnici, ex presidente della Corte suprema ungherese e co-organizzatore dell'evento, venne deliberatamente oscurato. La decisione fu interpretata da diversi osservatori come un episodio di censura motivato da ragioni politiche.[20][21]
Nel 2019, un rapporto della Federazione europea dei giornalisti (FEG) evidenziò diverse criticità riguardanti l'informazione trasmessa dai media pubblici ungheresi. Secondo il documento, la copertura giornalistica non garantiva un adeguato equilibrio tra le diverse posizioni politiche, con le opinioni dell'opposizione risultavano quasi del tutto assenti dai notiziari. Il rapporto segnalava inoltre una limitata trasparenza riguardo ai finanziamenti e al funzionamento dell'azienda, concludendo che i media di servizio pubblico ungheresi si fossero progressivamente trasformati in "media di Stato". Nello stesso periodo, MTVA decise di ritirarsi dall'Eurovision Song Contest.[22] La scelta avvenne in un contesto caratterizzato da una crescente diffusione di posizioni ostili nei confronti della comunità LGBTQ+ da parte della leadership politica ungherese e dei vertici dell'emittente. Sebbene MTVA non abbia mai fornito una motivazione ufficiale per l'abbandono della manifestazione, una fonte interna citata dal portale d'informazione Index.hu sostenne che il concorso fosse considerato "troppo gay" perché l'emittente continuasse a prendervi parte.[23]
Sempre nel 2019, una registrazione audio trapelata durante la campagna per le elezioni europee rivelò presunte interferenze editoriali all'interno dell'emittente. Nella registrazione, il dirigente editoriale di MTI Balázs Bende affermava che MTVA non sosteneva le forze di opposizione e che il lavoro redazionale avrebbe dovuto riflettere tale impostazione, garantendo visibilità esclusivamente all'alleanza Fidesz-KDNP.[24] Bende invitava inoltre i giornalisti ad adottare una narrazione e una metodologia considerate "appropriate", in particolare nella trattazione di temi "sensibili" quali l'Unione europea, il Parlamento europeo e l'immigrazione.[25]
Le controversie riguardanti MTVA hanno acquisito nuova rilevanza dopo le elezioni parlamentari del 2026, quando il leader politico Péter Magyar ha accusato apertamente i media pubblici ungheresi di operare come una "macchina di propaganda". Magyar ha inoltre proposto una profonda riforma del sistema mediatico pubblico e la possibile sospensione delle trasmissioni informative, riaccendendo il dibattito nazionale e internazionale sul ruolo di MTVA e sullo stato della libertà di stampa in Ungheria.[26][27] Il 5 giugno 2026, l'amministratore delegato Dániel Papp ha annunciato le proprie dimissioni dopo settimane di pressioni politiche esercitate dallo stesso Magyar.[28][29]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Hungarian public service media companies merge - MTVA, su media-akademia.hu. URL consultato il 15 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 22 dicembre 2015).
- ↑ (EN) Duna Médiaszolgáltató Zrt. elnevezéssel egyesül a négy közszolgálati médiaszolgáltató - MTVA, su radio.hu. URL consultato il 15 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2018).
- ↑ (EN) Gábor Polyák, Hungary: New Amendment to the Media Act, su merlin.obs.coe.int. URL consultato il 15 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 6 dicembre 2017).
- ↑ Gábor Polyák e Krisztina Nagy, Hungarian Media Law (PDF), su mertek.eu. URL consultato il 15 aprile 2026.
- ↑ (HU) Juli Mészáros, BBC-osztályú higgadt elemzés a közmédiában: Karácsony Gergely egy „álmatagságát millió dolláros bölcsészmosollyal kompenzáló óriáslajhár”, su 444.hu, 4 ottobre 2021. URL consultato l'11 giugno 2026.
- ↑ (HU) Leszavazta a parlamenti bizottság a közmédia és az NMHH 2025-ös elszámolását, su media1.hu, 26 maggio 2026. URL consultato il 3 luglio 2026.
- ↑ (HU) Tarr Zoltán bejelentette, hogy költségvetési biztost kap az MTVA és az NMHH, su hvg.hu, 26 maggio 2026. URL consultato il 3 luglio 2026.
- ↑ (HU) Kaufmann Balázs, Vége az MTVA-nak, a teljes közmédia átalakul: jön a Sajtóalap és a Független Közmédia Testület, su 444, 12 giugno 2026. URL consultato il 3 luglio 2026.
- ↑ (HU) Ádám Bicsérdi-Fülöp, Elfogadta a parlament a médiatörvényt, amivel felszámolják a jelenlegi közmédiát, su telex.hu, 23 giugno 2026. URL consultato il 3 luglio 2026.
- ↑ (EN) Neil Farren, Hungary: Hungarian Government Votes to Dissolve MTVA, su eurovoix.com, 3 luglio 2026. URL consultato il 3 luglio 2026.
- ↑ (HU) Új szakaszába lépett a közmédia megújítása, su mtva.hu. URL consultato il 28 luglio 2026.
- ↑ (EN) Media Capture Monitoring Report: Hungary 2025, su journalismresearch.org, 20 novembre 2025. URL consultato il 15 aprile 2026.
- ↑ (EN) SGI 2024 | Hungary | Diagonal Accountability, su sgi-network.org. URL consultato il 15 aprile 2026.
- ↑ (EN) Hungary: Media Curbs Harm Rule of Law, su Human Rights Watch, 13 febbraio 2024. URL consultato il 15 aprile 2026.
- ↑ (EN) EBU Slams State Media for Lack of Trust; CEO Says "Slanderous Statements" Published without Verification, su hungarytoday.hu, 7 dicembre 2021. URL consultato il 15 aprile 2026.
- ↑ (EN) Hungary - Centre for Media Pluralism and Media Freedom, in Centre for Media Pluralism and Media Freedom. URL consultato il 15 aprile 2026.
- ↑ (EN) Hungarians protest against "propaganda factory" state media, in Euronews. URL consultato il 15 aprile 2026.
- ↑ (EN) Thousands protest in Hungary demanding end to state media propaganda, su Euractiv. URL consultato il 15 aprile 2026.
- ↑ (EN) Csaba Tóth, Court finds MTVA head of news programming forged the news, su budapestbeacon.com. URL consultato il 12 giugno 2026.
- ↑ (EN) Hungary: airbrushing row highlights media law failings, su indexoncensorship.org, 13 dicembre 2011. URL consultato il 12 giugno 2026.
- ↑ (EN) Nick Thrope, Hunger strikers defiant in Hungary media protest, in BBC, 29 dicembre 2011. URL consultato il 12 giugno 2026.
- ↑ Cristian Scarpone, Eurovision 2020: sono 41 i paesi ufficialmente in gara, in Eurofestival News, 13 novembre 2019. URL consultato il 13 novembre 2019.
- ↑ (EN) Shaun Walker e Flora Garamvolgyi, Hungary pulls out of Eurovision amid rise in anti-LGBTQ+ rhetoric, in The Guardian, 27 novembre 2019. URL consultato il 12 giugno 2026.
- ↑ (EN) Orbán’s propagandists at work at the “public” television station, in hungarianspectrum.org, 14 novembre 2020. URL consultato il 12 giugno 2026.
- ↑ (EN) RFE/RL Probe Finds Journalists At Hungarian State Broadcaster Instructed On News Coverage, in Radio Free Europe, 13 novembre 2020. URL consultato il 12 giugno 2026.
- ↑ (EN) Sandor Zsiros, Magyar vows to shut down Hungarian state TV accusing it of 'North Korean' propaganda, su Euronews. URL consultato il 15 aprile 2026.
- ↑ (EN) Márton Losonczi, PM Magyar Calls on Two Public Media CEOs to Resign, su hungarianconservative.com, 1º giugno 2026. URL consultato il 12 giugno 2026.
- ↑ (EN) Joakim Scheffer, Hungary’s Public Media CEO Resigns after Weeks of Pressure from PM Magyar, su hungarianconservative.com, 5 giugno 2026. URL consultato il 12 giugno 2026.
- ↑ (HU) Felmondott Papp Dániel, az MTVA hírhamisító vezérigazgatója, su media1.hu, 5 giugno 2026. URL consultato il 3 luglio 2026.
Altri progetti
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