Vibrissa

Le vibrisse sono gli organi tattili di vari mammiferi come i felini e i roditori e si presentano costituiti da una base (radice) e da uno stelo di forma cilindrica con una terminazione appuntita. Sono localizzate principalmente sulla testa dell'animale (rima naso-labiale, rima orbitale), eccezion fatta per quelle poste nella regione carpale (polso). Nell'uomo le vibrisse sono formazioni pilifere a livello del naso.
Anatomia
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Come negli altri peli, il fusto è formato da materiale inerte (cheratina) e non contiene nervi. A differenza degli altri peli, però, la radice è situata in una zona fortemente innervata e dotata di un ricco letto vascolare. Queste caratteristiche li distinguono da un comune pelo e determinano un importante sanguinamento in caso di strappo.
Funzione
[modifica | modifica wikitesto]Sono fondamentali per lo spostamento dell'animale nell'ambiente (soprattutto nella notte) visto che rappresentano l'organo deputato alla percezione della dislocazione degli oggetti e del loro stato (solidità, temperatura, ecc.) e gli forniscono inoltre informazioni sull'eventuale presenza di altri animali nelle vicinanze, tramite la percezione di spostamenti d'aria da essi provocati.
Nel gatto le vibrisse sono lunghe tanto quanto la larghezza del corpo e ciò permette al felino di stabilire se gli è possibile passare per un pertugio.[1][2][3][4]
Mammiferi marini
[modifica | modifica wikitesto]Nei mammiferi marini le vibrisse sono i più importanti meccanorecettori tattili, soprattutto di pinnipedi (foche, leoni marini, trichechi) e sirenidi (lamantini e dugonghi). Sono lunghi peli sensoriali inseriti in follicoli altamente specializzati, ricchi di terminazioni nervose e circondati da seni cavernosi, cavità piene di sangue caldo che mantengono la struttura metabolicamente attiva anche nelle acque fredde. Quando una vibrissa viene deformata dal movimento dell’acqua o dal contatto con un oggetto, lo spostamento del sangue all’interno del follicolo amplifica il movimento, permettendo alle terminazioni nervose di rilevare anche deflessioni minime.[5]

Nelle foche ogni vibrissa è collegata a circa 1.100 fibre nervose mieliniche, un numero molto superiore a quello dei mammiferi terrestri, che garantisce una sensibilità eccezionale. Nei mammiferi marini le vibrisse sono fondamentali perché permettono di percepire le minime turbolenze dell’acqua generate dal movimento di altri animali, consentendo la percezione della presenza di eventuali prede o predatori. Grazie alla loro particolare forma appiattita e idrodinamica, le vibrisse riescono a captare la scia idrodinamica lasciata da un pesce anche diversi secondi dopo il suo passaggio. Una foca, ad esempio, può seguire questa scia anche in completa assenza di luce fino a raggiungere e catturare la preda. Oltre alla caccia, le vibrisse sono utilizzate per orientarsi durante le immersioni, stimare la velocità di nuoto (funzionando come una sorta di tachimetro naturale), riconoscere predatori, conspecifici e percepire gli ostacoli presenti nell'ambiente. Alla base del follicolo è presente anche un muscolo erettore, che orienta le vibrisse nella direzione desiderata per esplorare meglio l’ambiente circostante. Per la loro capacità di rilevare i movimenti dell’acqua, le vibrisse dei pinnipedi e dei sirenidi svolgono una funzione molto simile a quella della linea laterale dei pesci: rappresentano un adattamento sensoriale essenziale alla vita acquatica e consentono a questi animali di muoversi, orientarsi e cacciare con grande precisione anche in acque torbide o completamente buie.[5]
Evoluzione
[modifica | modifica wikitesto]La prima comparsa delle vibrisse risale a circa 250 milioni di anni fa nei cidonti terapsidi e sono stati definiti dai ricercatori del dipartimento di psicologia dell'Università di Sheffield una pietra miliare nell'evoluzione dai rettili. Questo perché da uno studio comparativo tra topi, ratti e opossum hanno notato una forte somiglianza nell'anatomia e nell'uso delle vibrisse, fatto che sarebbe dovuto alla comparsa di esse in un antenato comune precedente alla divergenza tra le due specie (quindi antecedente a 125 milioni di anni fa).
Si presume che la loro comparsa sia stata cruciale per la sopravvivenza dei terapsidi prima e dei mammiferi dopo, essendo relegati a nicchie ambientali lasciate vuote dei grandi rettili ed animali a sangue freddo.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Lady Meow, Vibrisse: cosa sono e qual è la loro funzione, su G come Gatto, 25 aprile 2015. URL consultato il 3 gennaio 2024.
- ↑ https://www.caniegatti.info/le-vibrisse-del-gatto-cosa-sono-se-tagliate-ricrescono/
- ↑ https://www.culturafelina.it/baffi-del-gatto-le-vibrisse/
- ↑ https://www.gattichepassione.com/
- 1 2 Alessandro Poli e Elena Fabbri, Fisiologia degli animali marini, 2ª ed., EdiSES, 2018, ISBN 978-88-7959-8569.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) vibrissae, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
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