Librino
| Librino | |
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| Città | Catania |
| Circoscrizione | San Giorgio Librino - San Giuseppe La Rena Zia Lisa Villaggio Sant'Agata |
| Altri quartieri | Fontanarossa, Pantano d'Arci, Passo Martino, Plaia, Primosole, Pigno, San Giorgio, Villaggio Paradiso degli Aranci, Villaggio Sant'Agata, Villaggio Santa Maria Goretti, Zia Lisa |
| Codice postale | 95121 |
| Nome abitanti | librinoti |
Librino (Libbrìnu, in dialetto catanese) è un quartiere della città di Catania, sito nella parte sud-ovest, progettato intorno alla metà degli anni sessanta come città satellite modello da Kenzō Tange. Dal 2013, dopo la riforma delle Municipalità[1], fa parte della vasta VI Circoscrizione, risultata dall'accorpamento delle ex IX e X Municipalità, la quale include tutti i quartieri a sud dell'aggregato urbano: San Giorgio, Fontanarossa (che comprende l'omonimo aeroporto), Zia Lisa, Villaggio Sant'Agata, Pigno, Villaggio Santa Maria Goretti, Plaia, Primosole (dove sfocia il fiume Simeto), fino ad arrivare alla Zona industriale di Pantano d'Arci e Passo Martino.
Origini del nome
[modifica | modifica wikitesto]L'area in cui sorge il quartiere nelle antiche carte topografiche aveva il nome di Omar: il toponimo deriva dall'aggettivo latino omaribus (cioè "della lepre"). Il termine sostantivato omaribus è un evidente zootoponimo e costituisce una variante di leporarium o leporium, che identificava, nell'antica Roma, un "luogo dove abbondavano stanzialmente o venivano allevate le lepri in cattività a scopo venatorio". A tutt'oggi, infatti, nonostante l'abbondante urbanizzazione, vi sono presenti lepri selvatiche.
Geografia
[modifica | modifica wikitesto]Area edificata ai margini sudoccidentali della città su terreni che prima erano agricoli, confina a nord con il quartiere San Giorgio, a nord-est con il quartiere Villaggio Sant'Agata, a sud-est con la contrada Gelso Bianco, a sud con il Pigno e a ovest con il comune di Misterbianco. Possiede sei contrade: Bummacaro, Cardinale, Castagnola, Nitta, Pozzillo e Moncada.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La genesi del quartiere si colloca nel contesto dell'espansione urbanistica di Catania degli anni Sessanta. La sua edificazione fu originariamente prevista dal Piano Regolatore Generale (PRG) redatto dall'urbanista Luigi Piccinato, adottato dal Comune nel 1964 e approvato in via definitiva nel 1969. Il progetto originale prevedeva l'accoglienza di circa 60.000 abitanti in un sistema residenziale moderno e autosufficiente, concepito per decongestionare il centro storico catanese.
Nel 1970, in esecuzione del decreto dell'Assessorato Regionale allo Sviluppo Economico, l'amministrazione comunale affidò allo studio giapponese di Kenzō Tange e Urtec la redazione di un piano particolareggiato, e all'Italstat l'effettuazione degli studi preliminari. Il progetto di Tange fu consegnato nel 1972 e reso esecutivo come Piano di Zona nel 1976. Esso consisteva nella costruzione di una new town, un centro urbano strutturato su un sistema di anelli viari interconnessi da ampie arterie stradali e dotato di un'autonomia funzionale pressoché totale rispetto al resto della città, attraverso la costruzione di centri amministrativi, religiosi, scolastici e sanitari. Esso prevedeva anche la realizzazione di una fitta rete di verde pubblico – specificatamente dedicata ai vari gruppi di stabili abitativi – e di un vasto parco di 31 ettari, pensato come polmone verde non solo per il quartiere ma per l'intera cittadinanza.
Nonostante l'ambizione del progetto, la fase attuativa si scontrò immediatamente con pesanti limiti ambientali e logistici. Nella scelta della zona non si tenne conto del problema del forte inquinamento acustico prodotto dagli aerei che decollavano ed atterravano nel prospiciente aeroporto di Catania-Fontanarossa. Inoltre, la natura argillosa del terreno non ne consentiva una valorizzazione immobiliare e l'ubicazione in una zona depressa rispetto alle pendici dell'Etna, storicamente preferite dalla borghesia catanese per il clima più salubre, ne svalutarono rapidamente il potenziale di mercato. Tali considerazioni resero impossibile un insediamento abitativo di pregio e di conseguenza Librino mutò rapidamente la sua natura, passando da "quartiere modello" a un vasto agglomerato di case popolari. Contemporaneamente, ai margini dei quartieri limitrofi di Fossa della Creta e San Giorgio si sviluppò un'intensa attività di abusivismo edilizio, che saturò gli spazi di confine e isolò ulteriormente Librino dal tessuto urbano consolidato.
Il progetto, disatteso in diversi punti[2], finì per essere parzialmente modificato anche in seguito alla legge regionale 71 del 27 dicembre 1978, emanata allo scopo di procedere al "riordino urbanistico-edilizio"[3]. Fu necessaria altresì una variante progettuale sull'altezza di alcune torri previste nel piano in seguito al contenzioso con lo Stato maggiore dell'Aeronautica, che contestava all'amministrazione comunale il superamento dell'altezza massima prevista dalla Legge 58 del 4 febbraio 1963 per gli edifici vicini agli aeroporti[3]. In seguito, le varianti divennero una prassi e la cattiva gestione degli spazi pubblici da parte delle amministrazioni locali, unite al mancato completamento delle opere di urbanizzazione primaria e al proseguimento della massiccia edificazione abusiva, portarono a una condizione di cronica marginalità sociale.
Tale contesto di vuoto istituzionale favorì l'insediamento delle famiglie mafiose di Cosa nostra attive nella provincia catanese, che trovarono nell'architettura stessa del quartiere – caratterizzata da grandi isolati spesso privi di presidi di legalità e da una viabilità interna complessa – un ambiente ideale per il controllo del territorio. In particolare, ampi settori del quartiere vennero trasformati in centri nevralgici per il traffico di stupefacenti su scala regionale, sfruttando la configurazione dei complessi edilizi e l'isolamento geografico che hanno reso storicamente difficoltose le operazioni di contrasto da parte delle forze dell'ordine. La cronica mancanza di opportunità occupazionali e l'elevata dispersione scolastica alimentarono inoltre un bacino di manovalanza criminale, consolidando l'egemonia dei clan locali.
Simbolo di questa parabola è stato per lungo tempo il cosiddetto "Palazzo di Cemento" in viale Moncada: nato come moderno centro multifunzionale, si è trasformato in una delle piazze di spaccio più imponenti d'Europa, oltre che in un emblema di occupazione abusiva e degrado materiale. Solo in anni recenti la struttura è stata oggetto di un radicale intervento di sgombero e riqualificazione per finalità abitative legali. Parallelamente, a partire dagli anni Duemila, si è assistito a una progressiva reazione della società civile attraverso l'attivismo di numerose associazioni e realtà sportive che operano per offrire alternative sociali ai giovani residenti. Sebbene il recupero del quartiere sia oggi supportato da nuovi presidi di polizia e da interventi di riqualificazione estetica e infrastrutturale, come la creazione della monumentale Porta della Bellezza e il miglioramento dei collegamenti con il resto della città, il processo di reintegrazione nel tessuto urbano catanese rimane un percorso articolato e ancora in divenire.
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]Architetture religiose
[modifica | modifica wikitesto]- Chiesa di Nostra Signora del Sacramento, via delle Susine, 15
- Chiesa della Resurrezione del Signore, viale Castagnola, 4
- Chiesa di Santa Chiara in Librino, viale Moncada, 17
Altre chiese cristiane
[modifica | modifica wikitesto]- Chiesa Cristiana Evangelica "Assemblee di Dio in Italia", viale Nitta, 2
- Chiesa Cristiana Evangelica "Parola della Salvezza", viale Grimaldi, 16/c 2
- Chiesa Cristiana Evangelica Battista - Catania, Viale Castagnola, 6
Architetture civili
[modifica | modifica wikitesto]Porta della Bellezza
[modifica | modifica wikitesto]La Porta della Bellezza, è un'opera monumentale, inaugurata dopo dieci anni di impegno il 15 maggio 2009 utilizzando come supporto il lungo muro in cemento dell'asse di attraversamento viario: un sottovia è stato decorato e la lunga cinta muraria abbellita con oltre 9000 forme di terracotta realizzate da 2.000 bambini delle scuole di Librino sotto la direzione artistica del critico d'arte Ornella Fazzina.[4]. I due importanti progetti di arte contemporanea, definiti Terzocchio – Meridiani di Luce dal mecenate Antonio Presti, già ideatore del grande parco di sculture e museo all'aperto Fiumara d'arte, sono frutto di un progetto di riqualificazione del quartiere a carattere etno-antropologico che ha impegnato importanti fotografi del mondo nel fissare nei loro scatti la gente, l'anima del quartiere. Gli artisti che hanno collaborato sono: Giovanni Cerruto, Michele Ciacciofera, Fiorella Corsi, Rosario Genovese, Giuliana Lillo, Italo Lanfredini, Simone Mannino, Pietro Marchese, Giuseppina Riggi, Nicola Zappalà e gli allievi dell'Accademia di Belle Arti di Catania, Tiziana Pinnale, Sergio Carpinteri, Maria Riccobene, Graziella Russo, Valeria Castorina, Valeria Sidoti, Miryam Scarpa, Corrado Trincali, Elisa Raciti, Marco Agosta, Alberto Celano[5].
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Dal 19 settembre 2015[6][7] è stata soppressa la linea 550 e la linea 555 è stata trasformata in Librino Express; la circolare di quartiere 802 è stata sdoppiata e potenziata in 802 rosso e 802 nero.
La città satellite è collegata con il resto di Catania attraverso alcune linee di autobus urbani gestiti da AMTS:
- Librino Express: linea veloce ad alta frequenza e con fermate dedicate, con partenza dalla stazione centrale, passaggio interno al porto, parcheggio scambiatore Fontanarossa, Librino.[8]
- 439; stazione centrale, Zia Lisa, Villaggio Sant'Agata, Librino, carceri Bicocca, Zona industriale.
- 423: Piazza Borsellino, San Cristoforo, Zia Lisa, Librino, Gelso Bianco, Pigno.
- 438: Piazza Borsellino, San Cristoforo, Zia Lisa, Villaggio Sant'Agata, Librino, aeroporto, San Giuseppe La Rena, collina Primosole, Vaccarizzo.
- 601: Nesima, Monte Po, San Giorgio, Librino, Villaggio Sant'Agata.
- 802N e 802R: circolari di quartiere con partenza dal parcheggio scambiatore Fontanarossa, collegano esso con Librino, Villaggio Sant'Agata, Pigno, San Giorgio.
È in corso di costruzione (inizio dei lavori previsto: fine 2024) il prolungamento della metropolitana FCE che attraverserà il centro della città satellite, dotandolo di due stazioni sotterranee[9]:
- "Verrazzano", sotto l'asse attrezzato, tra i viali Grimaldi e Nitta.
- "Librino", la stazione servirà parte dell’omonimo quartiere e avrà due ingressi in viale Nitta, di cui uno limitrofo all’asse attrezzato all'interno dell'anello viario omonimo, nell'area dove dovrebbe sorgere il centro direzionale del Comune di Catania.
La linea collegherà il quartiere rispettivamente con il resto della città e con l'aeroporto Fontanarossa.
Sport
[modifica | modifica wikitesto]Nel quartiere sono presenti una società di rugby, l'Associazione Sportiva Dilettantistica I Briganti Librino e una società di pugilato, l'Associazione Sportiva Dilettantistica Boxing Team Catania Ring. Vi sono poi due squadre di calcio: l'A.S.D. Librino 2012 Calcio, che dal 2012 ha lanciato un progetto sociale per dare la giusta dignità al quartiere, e l'A.S.D. Atletico Librino 2011 CT; entrambe militano nel girone H siciliano di 2ª Categoria. Infine, a Librino gioca anche la Catania F.C. Librino Calcio a 5, con sede però a Viagrande.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Le Circoscrizioni del Comune di Catania » Circoscrizioni » La Città » Comune di Catania, su comune.catania.it. URL consultato il 23 settembre 2015.
- ↑ S.Giorgio Librino, su comune.catania.it. URL consultato il 26 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015).
- 1 2 Gianino, p. 43.
- ↑ Diego Gulizia, Piccola guida alla Porta della Bellezza del quartiere Librino di Catania, in Academia.edu. URL consultato il 21 febbraio 2019.
- ↑ La Porta della Bellezza, su turismo.comune.catania.it. URL consultato il 28 marzo 2026.
- ↑ INFO | LIBRINO EXPRESS, entra in servizio la linea veloce Stazione centrale - Librino: ecco i dettagli e il percorso, su catania.mobilita.org. URL consultato il 23 settembre 2015.
- ↑ VIDEO | Librino Express: viaggio inaugurale per la linea veloce, ecco i dettagli, su catania.mobilita.org. URL consultato il 23 settembre 2015.
- ↑ amts catania, Percorsi e orari, su amts.ct.it, 16 gennaio 2025.
- ↑ Metropolitana di Catania: tra sfide geotecniche e contenziosi, il nodo aeroporto punta al 2030, su catania.mobilita.org. URL consultato il 28 marzo 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Giuliana Gianino, Librino: un presente, per quale futuro?, IDOS, 2007..
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Il quartiere di Librino, su ioamolibrino.it.
- Mappa della linea, su circumetnea.it.
- SD - E.Q. Gestionale VI Municipalità e Funzioni decentrate su comune.catania.it