Cementine

Le cementine — termine moderno e popolare per indicare le mattonelle ad intarsio in sabbia e cemento — sono manufatti artigianali ottenuti mediante pressatura idraulica di un impasto a secco. Utilizzate originariamente come pavimentazione, nell’epoca contemporanea trovano impiego anche come rivestimento murale. La loro struttura è composta da cemento di tipo Portland miscelato con inerti per gli strati interni, mentre la superficie a vista è realizzata con polvere di marmo o sabbia amalgamata con cemento liquido e pigmenti colorati.
Questa tipologia di mattonella nasce nel 1857 in Provenza, nel sud della Francia, e si diffonde rapidamente in Europa, nelle Americhe, in Asia e fino all’Australia, diventando uno dei materiali decorativi più riconoscibili dell’architettura tra Ottocento e Novecento. La produzione entra in crisi durante la Seconda guerra mondiale, a causa della mancanza di manodopera specializzata, e declina ulteriormente negli anni Cinquanta con l’affermazione dei materiali ceramici industriali.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Le cementine nacquero nel 1857 in Provenza, nel sud della Francia, in un periodo caratterizzato da un crescente interesse per i leganti idraulici e per le tecniche di pressatura dei materiali cementizi. Le prime produzioni furono realizzate con presse completamente manuali, che richiedevano forza fisica, tempi lunghi e garantivano una compattazione limitata dell’impasto. Un passaggio decisivo si verificò con la Seconda Rivoluzione Industriale, quando la diffusione dell’energia elettrica rese possibile alimentare le presse idrauliche. Questo cambiamento tecnologico trasformò radicalmente la qualità del prodotto: le presse, non più azionate a mano, raggiungevano pressioni dell’ordine di 300 kg per centimetro quadrato, ottenendo una compattazione molto più elevata e una notevole crescita della resistenza meccanica delle mattonelle. L’uniformità della pressatura e la maggiore produttività permisero inoltre una standardizzazione più precisa degli spessori e dei motivi decorativi. Grazie a questi progressi, le cementine si diffusero rapidamente in Europa, nelle Americhe, in Asia e fino all’Australia, diventando uno dei materiali decorativi più riconoscibili dell’architettura tra Ottocento e Novecento.

Tecnica di produzione
[modifica | modifica wikitesto]La produzione delle cementine avviene mediante pressatura idraulica di un impasto a secco, composto da cemento di tipo Portland e inerti per gli strati strutturali interni, mentre lo strato superficiale decorativo è formato da una miscela di polvere di marmo o sabbia fine amalgamata con cemento liquido e pigmenti colorati. La lavorazione tradizionale prevede l’impiego di uno stampo metallico che definisce il motivo ornamentale: i separatori interni permettono di colare manualmente i diversi colori, ottenendo disegni geometrici o figurativi. Una volta completato lo strato decorativo, si aggiungono gli strati di fondo e si procede alla pressatura idraulica, che compattando l’impasto conferisce alla mattonella la sua resistenza meccanica. Dopo la pressatura, le cementine vengono estratte dallo stampo e lasciate stagionare per un periodo variabile, durante il quale avviene la maturazione del cemento e il consolidamento definitivo della struttura.
Diffusione
[modifica | modifica wikitesto]Le cementine conobbero una diffusione capillare tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, trovando impiego in edifici residenziali, spazi pubblici, architetture coloniali e contesti urbani in rapida modernizzazione. La loro presenza è documentata in gran parte dell’Europa meridionale e centrale, nel Nord Africa, nel Medio Oriente, nel subcontinente indiano, nel Sud-est asiatico e nelle Americhe, dove furono adottate sia in ambito domestico sia in edifici istituzionali. Nel XXI secolo, grazie al rinnovato interesse per le tecniche artigianali e per i materiali decorativi storici, le cementine sono tornate a essere prodotte in numerosi paesi, spesso con metodi tradizionali o semi-industriali, e impiegate sia in restauri conservativi sia in nuove realizzazioni.

Note
[modifica | modifica wikitesto]Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]Opere di riferimento principali
[modifica | modifica wikitesto]- Gianluca Vetrugno; Peppino Martina, Le mattonelle ad intarsio in sabbia e cemento, Youcanprint, 7 aprile 2023, ISBN 9791221472646.
- Gianluca Vetrugno; Meltem Kosan, The Sand and Cement Inlay Tiles, Youcanprint, 21 agosto 2024, ISBN 9791222758725.
- Gianluca Vetrugno; Meltem Kosan, Las baldosas hidráulicas en arena y cemento, Youcanprint, 20 settembre 2024, ISBN 9791222745503.
- Gianluca Vetrugno; Meltem Kosan, Les Carreaux en Sable et Ciment, Youcanprint, 4 novembre 2024, ISBN 9791222770963.
Bibliografia generale
[modifica | modifica wikitesto]- G. Ferrari, Tecniche tradizionali del cemento decorativo, Milano, Hoepli, 1998.
- M. L. Salvadori, Materiali e tecniche dell’edilizia storica, Firenze, Alinea, 2003.
- A. González Vázquez, Baldosas hidráulicas: historia y fabricación, Barcelona, Ediciones Omega, 2007.
- P. Collins, Concrete: The Vision of a New Architecture, Montreal, McGill-Queen’s University Press, 2004.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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