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Bastonatura

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Esempio di canna (cane) per la bastonatura

La bastonatura (in inglese caning, letteralmente «prendere a colpi di canna», da cane, canna) è una delle forme di punizione corporale, diffusa soprattutto in ambito educativo anglosassone e asiatico. La bastonatura consiste ufficialmente nell'infliggere un numero variabile di colpi di canna, di solito fatta di rattan, ed è applicata generalmente sulle natiche del colpevole (vedi sculacciata). La sua applicazione sulle spalle o sulla schiena è molto meno frequente. Come variante della fustigazione (tortura), può essere utilizzata anche per colpire la pianta dei piedi.

La dimensione e la flessibilità della canna, così come la modalità di applicazione e il numero dei colpi da infliggere, variano notevolmente: si può passare da un paio di pacche sopra i pantaloni di un bambino delle scuole elementari fino ad arrivare a due dozzine di colpi molto ben assestati come punizione giudiziaria nel Sud-est asiatico.

La sottile canna generalmente utilizzata per le punizioni corporali non va poi confusa con il normale bastone da passeggio, anch'esso a volte chiamato cane, ma che è invece più spesso e molto più rigido, ed è assai più probabilmente realizzato in un legno forte e resistente piuttosto che in canna.

Tipi di canne e terminologia

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Le canne utilizzate per infliggere punizioni a fini disciplinari possono essere fabbricate in diverse dimensioni e con differente grado di durezza, al fine di determinare la potenziale gravità della pena. I principali tipi sono talvolta distinti in base alle fasce d'età cui sono destinati:

  • Leggera. Canna di circa 8 mm di diametro e 60 cm di lunghezza, chiamata junior cane; è normalmente ritenuta sufficiente per punire i bambini delle scuole elementari (e talvolta anche in età prescolare), ed è pertanto conosciuta anche come canna da scuola. Negli Stati Uniti, tuttavia, dove la paddle (spanking con paletta) ha progressivamente sostituito la canna come strumento disciplinare, la junior cane è utilizzata piuttosto come bastone cerimoniale da passeggio durante le sfilate studentesche.
  • Senior cane. Tipo di canna più pesante, di circa 10 mm di spessore e 75-80 cm di lunghezza, utilizzato per punire i ragazzi delle scuole medie.
  • Canna da riformatorio. Riservata ai minorenni ritenuti più incorreggibili, ha circa 12 mm di spessore e una lunghezza compresa tra 90 e 120 cm. È stata spesso impiegata per i detenuti più anziani nelle prigioni destinate ai minori di 20 anni, anche se la fustigazione non è mai stata una punizione ufficialmente consentita all'interno dei riformatori.
  • Canna di Singapore. Utilizzata come punizione giudiziaria nei confronti di criminali adulti in Malaysia, Brunei e Singapore; ha circa 1 cm di diametro e 1,2 m di lunghezza. Può causare ferite profonde e cicatrici permanenti qualora venga inflitto un elevato numero di colpi con la massima forza.

Esistono diverse varietà di rattan (il materiale comunemente indicato come canna a Singapore); alcune possono essere preferite ad altre in funzione della gravità intrinseca del reato commesso.

Contrariamente a un'idea diffusa, il bambù non è adatto alla fabbricazione di canne per la bastonatura, poiché è troppo rigido e fragile e tende a rompersi e a frammentarsi facilmente.

Prova di flessibilità del cane

Ambito di utilizzo

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La fustigazione con la canna era comunissima nelle scuole e all'interno del sistema carcerario in molte parti del mondo per tutto il XIX secolo e anche per buona parte di quello successivo. Sebbene oggi sia stata bandita nella maggior parte dei Paesi occidentali, rimane tuttavia legale ed è frequentemente utilizzata come metodo disciplinare in ambito domestico, scolastico, all'interno di istituzioni religiose, nonché in contesti giudiziari o militari in diverse aree del mondo.[1]

Molti film storici (spesso tratti anche da romanzi di rilievo) ambientati in collegi includono drammatiche scene di ragazzi crudelmente bastonati dagli insegnanti; ciò ha contribuito in modo significativo alla percezione comune che considera questa forma di punizione come da sempre centrale nel sistema educativo britannico.[2]

Uso all'interno dell'istituzione scolastica

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La frequenza e la gravità delle punizioni tramite bacchettatura possono variare notevolmente nei diversi contesti educativi e sono spesso determinate da regolamenti scritti o da tradizioni consolidate dei singoli istituti. L'uso didattico in Occidente della canna flessibile (o bacchetta, da cui bacchettate) risale principalmente alla seconda metà dell'Ottocento, quando essa sostituì gradualmente il birching (efficace solo se applicato sul sedere nudo del punito): una canna flessibile in rattan, infatti, poteva infliggere un notevole dolore anche attraverso la stoffa dei pantaloni. Da quel momento non fu più necessario il denudamento del bambino o del ragazzo punito.

Questa forma di fustigazione come punizione scolastica è fortemente associata al mondo di lingua inglese, sebbene sia stata utilizzata anche in altri Paesi europei non anglofoni in epoche precedenti, come la Scandinavia, la Germania e l'ex Impero austro-ungarico.

In alcune scuole la punizione veniva amministrata esclusivamente dal preside, mentre in altre il compito era delegato anche ai singoli insegnanti. In molte prestigiose scuole private del Commonwealth, l'autorità di punire era inoltre tradizionalmente affidata ad alcuni studenti senior appositamente designati, detti prefetti; nel corso del Novecento l'istituto dei prefetti si estese anche a numerose scuole pubbliche britanniche. I vantaggi di questo sistema risiedevano nella prontezza della pena (inflitta immediatamente dopo l'infrazione) e nell'evitare di distogliere il personale docente da questioni disciplinari considerate minori.

La bastonatura tramite canna veniva applicata per una vasta gamma di colpe, tra cui la mancanza di impegno o di spirito competitivo durante le attività sportive; la pena poteva essere ripetuta, se necessario, fino a quando le prestazioni dello studente ritenuto carente non fossero migliorate[3]. A partire dalla fine del XIX secolo, i prefetti utilizzarono la bastonatura anche per imporre la partecipazione dei più giovani e delle matricole ad altri aspetti caratteristici della vita scolastica, primo fra tutti il bagno freddo obbligatorio durante i mesi invernali[4].

Un ulteriore vantaggio percepito era che i ragazzi colpevoli di cattiva condotta o di atteggiamenti irrispettosi verso i più grandi venissero puniti in modo ritenuto più efficace ricevendo la bastonatura da un prefetto piuttosto che da un insegnante: gli studenti erano infatti più strettamente legati tra loro che al corpo docente, e l'impatto emotivo della punizione risultava maggiore, così come la conoscenza della colpa da parte dei compagni[5]. Tali sistemi non si limitarono agli studenti delle scuole superiori: almeno dal 1860 in poi, un numero crescente di scuole preparatorie private fece affidamento su forme di self-government dominate dai prefetti anche nei confronti degli alunni più giovani delle elementari, con la fustigazione come punizione standard anche per infrazioni minori. Va tuttavia osservato che, secondo le testimonianze e i ricordi dei soggetti coinvolti, il destinatario della pena non veniva sottoposto a umiliazioni gratuite né percepiva l'evento come indegno, bensì come l'applicazione di una "giusta punizione"[6].

Già a partire dagli anni Venti del Novecento, però, la tradizione prefettizia nelle scuole pubbliche dell'Impero britannico – caratterizzata da un uso esteso delle punizioni corporali anche per infrazioni banali – cominciò a essere criticata dagli psicologi, che la ritenevano responsabile dell'induzione di "elevati stati di eccitazione nervosa" in alcuni ragazzi sottoposti a tale regime. Si iniziò pertanto a considerare che concedere ad adolescenti privi di controllo o supervisione esterna il potere di infliggere bastonature complete ai compagni più giovani potesse avere effetti psicologici negativi[7].

Alcune scuole private d'élite inglesi consentivano ancora nel 1960 ai prefetti di somministrare la fustigazione tramite caning per colpe quali la trasandatezza o la mancata cura dell'uniforme scolastica[8], fino a quando la questione non venne sollevata in Parlamento nel 1969[9].

Il caning nei confronti dei bambini della scuola primaria statale era estremamente raro: gli insegnanti preferivano generalmente ricorrere a schiaffi o a bacchettate sulle mani, oppure allo slippering (sculacciata inflitta con la suola di una scarpa)[10].

Analogamente ai loro omologhi britannici, anche le scuole private del Sudafrica concessero per molti decenni ampia autonomia ai prefetti, che amministravano questo tipo di bastonatura sui compagni più giovani ogniqualvolta lo ritenessero opportuno, almeno dalla fine del XIX secolo[11]. Gli istituti sudafricani continuarono inoltre a utilizzare la canna per costringere gli studenti più riottosi a impegnarsi durante le attività sportive scolastiche: la fustigazione per errori di gioco, mancanza di spirito di squadra o sconfitte subite in incontri importanti rimase una pratica comune fino agli ultimi anni del Novecento[12]. L'uso di qualsiasi punizione corporale in ambito scolastico fu proibito a livello nazionale solo a partire dal 1996[13].

In molti licei statali di Inghilterra e Galles il cosiddetto "rituale del caning" rimase di uso comune, soprattutto nei confronti degli studenti maschi, fino al 1987[14]; in Scozia, invece, si preferì tradizionalmente la scudisciata di righello sul palmo aperto della mano. Finché rimase in vigore, la bastonatura veniva generalmente somministrata come "cerimonia ufficiale" privata all'interno dell'ufficio del preside, sopra i pantaloni, con lo studente chino su una scrivania o su una sedia. La pena massima consisteva di solito in sei colpi sferrati con la massima forza possibile (six of the best). Una simile punizione lasciava frequentemente il colpevole, dopo un dolore immediato e intensissimo, con lividi e contusioni che potevano persistere per diversi giorni.

Le studentesse venivano punite molto più raramente rispetto ai compagni maschi e, quando la punizione era inflitta da un docente uomo, colpiva quasi sempre il palmo delle mani; nei casi ritenuti assolutamente necessari, l'esecuzione era affidata a una donna. Questa forma di fustigazione per mancanze ai "doveri dello studio" è tuttora praticata in alcuni ex territori britannici, come Singapore[15] la Malaysia e lo Zimbabwe. Fino a pochi anni fa era diffusa anche in Australia (ora vietata nelle scuole pubbliche e di fatto abolita nella maggior parte di quelle private[16]), in Nuova Zelanda (vietata dal 1990[17]) e in Sudafrica (vietata in tutti gli istituti, pubblici e privati, dal 1996[18]). Nel Regno Unito qualsiasi forma di punizione fisica nelle scuole private è stata abolita tra il 1999[19][20][21] e il 2003[22].

La canna è stata utilizzata anche, con diversa frequenza, nei confronti dei ragazzi detenuti nei riformatori giovanili, con certezza almeno fino al 1970, come metodo approvato e ampiamente conosciuto[23]. In questo contesto anche le ragazze potevano essere punite mediante bastonatura[24].

Nel corso dell'Ottocento si tentò di introdurre e diffondere l'uso della canna anche in Francia, seguendo l'esempio delle scuole inglesi[25], ma tale metodo correttivo non riuscì mai ad affermarsi realmente a causa della forte opposizione degli studenti francesi[26].

Uso in ambito giudiziario

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La fustigazione penale inflitta con un lungo e pesante bastone di rattan ha generalmente conseguenze molto più gravi rispetto al caning scolastico. Essa costituiva una caratteristica di alcuni sistemi giudiziari coloniali britannici, sebbene la canna non sia mai stata utilizzata nelle carceri della Gran Bretagna: fino alla sua abolizione nel 1948, vi si preferivano il birching o il gatto a nove code.

In alcuni Paesi la bastonatura ha continuato a essere largamente praticata anche dopo la fine del periodo coloniale britannico, in particolare nel Sud-est asiatico e in alcune regioni africane. La pratica è tuttora prevista, per i trasgressori di sesso maschile, nei codici penali di Malaysia, Singapore e Brunei[27]. In Malaysia esiste inoltre un sistema separato di tribunali religiosi islamici, che può ordinare forme più o meno lievi di fustigazione sia per uomini sia per donne. In Indonesia il caning è stato introdotto solo in epoca recente come caso particolare nella provincia di Aceh (isola di Sumatra), che dal 2005, a seguito di una parziale autonomia regionale, ha legalizzato una forma di sharia applicabile ai cittadini musulmani: in tale contesto la canna viene utilizzata per colpire i condannati sopra i vestiti, indipendentemente dal sesso[28].

I Paesi africani che mantengono nel proprio ordinamento giudiziario la bastonatura tramite caning includono Botswana, Tanzania e Nigeria; essa è inoltre prevista, limitatamente ai minorenni, in Swaziland e Zimbabwe. Altri Paesi che l'hanno utilizzata fino alla fine del XX secolo comprendono Kenya, Uganda e Sudafrica, mentre alcuni Stati caraibici, come Trinidad e Tobago, fanno uso del birching, che prevede l'impiego di un fascio di rami intrecciati anziché di un singolo bastone.

In Malaysia, Brunei e Singapore qualsiasi uomo sano di età inferiore ai 50 anni può essere condannato a un massimo di 24 colpi di rotan (sinonimo locale di cane) in rattan sulle natiche nude. Questa punizione è obbligatoria per numerosi reati, soprattutto violenti o legati alla droga, ma anche per violazioni delle leggi sull'immigrazione, reati sessuali e, a Singapore, atti di vandalismo. Essa è inoltre prevista per le infrazioni alle regole carcerarie e può essere applicata anche a cittadini stranieri.

Due esempi noti di stranieri sottoposti a caning sono il caso di Michael P. Fay a Singapore nel 1994, studente statunitense condannato per vandalismo, e quello di Sarah Balabagan nel 1996 negli Emirati Arabi Uniti, cameriera filippina accusata di omicidio.

La fustigazione con la canna è utilizzata anche all'interno delle forze armate di Singapore per punire gravi violazioni della disciplina militare, soprattutto nei confronti dei giovani renitenti al servizio di leva obbligatorio; a differenza della bastonatura giudiziaria, la punizione viene eseguita sopra i pantaloni.

Esposizione di canne da bastonatura, carceri della Malesia

Uso volontario come rituale erotico

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Questo tipo di fustigazione può infine far parte di pratiche sadomasochistiche consensuali tra adulti.

La bastonatura con un pesante rattan giudiziario, come quello utilizzato a Singapore, può lasciare cicatrici permanenti; ciò non avviene invece con il bastone ordinario impiegato in ambito familiare o scolastico per punire i bambini, che, sebbene doloroso nell'immediato, provoca soltanto lividi rossastri o contusioni temporanee destinate a scomparire dopo pochi giorni.

  1. Caning Students, still!, in The Daily Star, Dhaka, 11 aprile 2011. URL consultato il 15 aprile 2011.
  2. collana Blackwood's Magazine, vol. 328, Edinburgh, William Blackwood, 1980, p. 522, ISSN 0006-436X (WC · ACNP).
  3. Howard James Savage, Games and sports in British schools and universities, New York, The Chicago foundation for the advancement of teaching, 1927, p. 43, OCLC 531804.
  4. Bohun Lynch, Max Beerbohm in perspective, New York, Alfred A. Knopf, 1922, p. 5, OCLC 975960.
  5. collana National and English Review, vol. 5, London, 1885, p. 719, ISSN 0952-6447 (WC · ACNP).
  6. collana The Education outlook, vol. 59, London, S. Birch, 1906, pp. 31-32, OCLC 291230258.
  7. collana The Journal of mental science, vol. 68, London, J. & A. Churchill, 1922, p. 221, ISSN 0368-315X (WC · ACNP).
  8. The Listener, vol. 111, London, BBC, 1984, p. 10.
  9. Sara Payne, Rods in young hands, in Times Educational Supplement, London, 14 febbraio 1969.
  10. Ronald King, The Best of Primary Education?: A sociological study of junior middle schools, London, Falmer, 1989, p. 53, ISBN 978-1-85000-602-2.
  11. Robert Morrell, From Boys to Gentlemen: Settler masculinity in Colonial Natal, 1880-1920, Pretoria, Unisa Press, 2001, p. 65, ISBN 978-1-86888-151-2.
  12. T. Len Holdstock, Education for a new nation, Riverclub, Africa Transpersonal Association, 1987, p. 172, ISBN 978-0-620-11721-0.
  13. South African Schools Act, 1996, Chapter 2 : Learners, Section 10. Prohibition of corporal punishment, su acts.co.za (archiviato dall'url originale il 7 luglio 2011).
  14. Gould, Mark, Sparing the rod, in The Guardian, London, 9 gennaio 2007. URL consultato il 18 maggio 2011.
  15. See Singapore school handbooks at World Corporal Punishment Research.
  16. Country files - Australia: School CP at World Corporal Punishment Research.
  17. Education Act, 1989. New Zealand State Report Archiviato il 25 luglio 2008 in Internet Archive. at GITEACPOC.
  18. "Assembly passes new schools bill", Cape Times, 30 October 1996.
  19. Brown, Colin, Last vestiges of caning swept away, in The Independent, London, 25 marzo 1998.
  20. Buie, Elizabeth, Education Bill welcomed but Tories will fight return of opted-out school to the fold, in The Herald, Glasgow, 8 luglio 1999.
  21. Standards in Scotland's Schools etc. Act 2000, s.16, su legislation.gov.uk.
  22. Torney, Kathryn, Ulster schools defying slap ban, in Belfast Telegraph, 27 giugno 2003.
  23. Langan, Mary. Welfare: needs, rights, and risks, Routledge, London, 1998. ISBN 978-0-415-18128-0.
  24. Healy, Pat, Caning of girls 'worse than in last century', in The Times, London, 20 maggio 1981.
  25. Gibson, Ian, The English vice: Beating, sex, and shame in Victorian England and after, London, Duckworth, 1978, ISBN 0-7156-1264-6.
  26. Ascott Robert Hope, A book of boyhoods, London, J. Hogg, 1882, p. 154, OCLC 559876116.
  27. Judicial caning in Singapore, Malaysia and Brunei at World Corporal Punishment Research.
  28. Afrida, Nani. "Public canings to start in Aceh for gamblers", The Jakarta Post, 23 June 2005.

Altri progetti

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